Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. A Campli una famiglia denuncia la riduzione del servizio di assistenza domiciliare destinato a un anziano di 95 anni affetto da gravi patologie e con un Isee particolarmente basso.
Secondo quanto riferito dai familiari, l’uomo riceveva da circa due anni due ore settimanali di assistenza da parte di un operatore socio-sanitario, utilizzate soprattutto per garantire l’igiene personale. Un supporto che, sempre secondo la segnalazione, sarebbe stato recentemente eliminato nonostante un peggioramento delle condizioni di salute.
La documentazione sanitaria, riferiscono i familiari, attesterebbe una grave encefalopatia vascolare e una broncopneumopatia cronica ostruttiva. Condizioni che renderebbero particolarmente difficile per l’anziano provvedere autonomamente alla propria igiene personale.
La famiglia contesta quindi la decisione di sottrarre quelle due ore settimanali di assistenza, sottolineando come l’uomo disponga di un Isee di circa 5.990 euro e necessiti di un sostegno quotidiano proporzionato alle proprie condizioni fisiche.
Nella lettera inviata agli uffici competenti vengono inoltre espresse forti critiche sulle modalità con cui sarebbe stata valutata la situazione dell’anziano. I familiari chiedono che l’attenzione venga riportata sulle effettive condizioni sociosanitarie delle persone fragili e sulla necessità di garantire almeno i servizi essenziali.
La richiesta è quella di riesaminare il caso e verificare se la riduzione dell’assistenza sia compatibile con le condizioni cliniche e con il bisogno concreto della persona.
Resta sullo sfondo una domanda che riguarda non soltanto questa vicenda, ma più in generale il sistema dell’assistenza domiciliare: quando aumentano l’età, la fragilità e le difficoltà economiche, può diminuire proprio quel sostegno che consente a un anziano di conservare dignità e condizioni igieniche adeguate? Chi ha trasformato un servizio sanitario in sociale?