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Turismo

Camperisti, un tesoro per il territorio: a Teramo manca ancora un’area attrezzata - Video commento

Secondo gli operatori del settore, ogni camperista spende mediamente circa 100 euro al giorno sul territorio

L'area camper
L'area camper
di Giancarlo Falconi
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TURISMO. Mentre il turismo itinerante continua a macinare numeri record in tutta Italia, a Teramo resta aperto il dibattito sull’assenza di una vera area attrezzata per camper. Un tema che torna ciclicamente al centro delle polemiche, soprattutto alla luce della crescita costante del comparto legato alle vacanze open air, considerato oggi uno dei settori più dinamici dell’economia turistica nazionale.

Secondo le ultime stime, il turismo in camper, caravan e strutture outdoor raggiungerà nel 2026 un valore complessivo di circa 8,5 miliardi di euro. Un dato che conferma il boom del turismo itinerante, sostenuto dall’aumento dei viaggiatori italiani e stranieri alla ricerca di esperienze a contatto con la natura e lontane dai tradizionali circuiti di massa.

Il fenomeno coinvolge non solo il mercato dei veicoli ricreazionali, ma anche tutto l’indotto economico generato nei territori. I camperisti, infatti, producono una spesa annuale stimata in oltre 1,1 miliardi di euro tra ristorazione, prodotti tipici, artigianato, commercio e trasporti, con benefici evidenti soprattutto per piccoli centri e aree interne.

Un flusso turistico che molte amministrazioni stanno cercando di intercettare attraverso la realizzazione di aree sosta dedicate e servizi specifici. A Teramo, invece, il tema continua a far discutere. Nonostante le proteste dei camperisti nell’ottobre del 2025 e la commissione urgente convocata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Luca Corona, in cinque anni l’amministrazione guidata dal sindaco Gianguido D'Alberto non è riuscita ad aprire una vera area camper.

Eppure il turismo itinerante rappresenta una risorsa economica concreta. Secondo gli operatori del settore, ogni camperista spende mediamente circa 100 euro al giorno sul territorio tra pernottamenti, consumi e acquisti locali. Numeri che, in un momento in cui le città cercano nuove forme di attrazione turistica, rischiano di trasformarsi in un’occasione mancata per il capoluogo teramano.

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