Il report
Sanità e liste d'attesa, Abruzzo settimo in Italia ma ci sono visite "impossibili": cosa raccontano i numeri dell'analisi nazionale
di Giancarlo Falconi

PESCARA. Un’ora di sonno in più, mattine più luminose e tramonti anticipati nel tardo pomeriggio. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna infatti l’ora solare, il sistema che accompagnerà l’Italia fino alla primavera del 2027. Alle 3 di notte le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora, tornando alle 2. Chi utilizza smartphone, computer e dispositivi collegati alla rete non dovrà fare nulla, perché l’aggiornamento avviene automaticamente. Diverso il discorso per gli orologi analogici, che dovranno essere regolati manualmente.
Quando avviene il cambio dell’ora
Il passaggio all’ora solare scatterà nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026. Alle 3 del mattino l’orologio tornerà alle 2, consentendo di dormire un’ora in più. L’ora legale tornerà invece domenica 28 marzo 2027, quando le lancette verranno spostate in avanti di sessanta minuti.
Cosa cambia nelle nostre giornate
Con il ritorno all’ora solare il sole sorgerà prima al mattino, ma tramonterà anche prima la sera. In pratica si guadagnerà luce nelle prime ore della giornata e la si perderà nel tardo pomeriggio. Si tratta di un cambiamento che accompagna ogni anno l’avvicinarsi della stagione invernale, quando le ore di luce naturale diminuiscono progressivamente fino al solstizio di dicembre.
Perché esiste il cambio tra ora legale e ora solare
L’obiettivo dell’ora legale è sfruttare meglio la luce naturale durante i mesi più luminosi dell’anno, riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale e contribuendo al contenimento dei consumi energetici. Secondo quanto riportato dalle fonti specializzate, il sistema è stato introdotto proprio per concentrare una parte maggiore delle attività quotidiane nelle ore di luce naturale, ottenendo benefici sul piano energetico.
Gli effetti sull’organismo
Per molte persone il cambio d’orario passa quasi inosservato, ma non per tutti. Gli esperti del sonno definiscono questo passaggio una sorta di “mini jet lag”, perché il corpo deve adattarsi a nuovi ritmi di luce e di riposo. Tra gli effetti più comuni possono comparire sonnolenza, lieve irritabilità o una temporanea sensazione di stanchezza. Disturbi che generalmente si attenuano nell’arco di pochi giorni. Più sensibili al cambiamento possono risultare i bambini piccoli e le persone particolarmente abituate a orari molto rigidi.
Il dibattito in Europa
Da anni, a livello europeo, è aperto il confronto sull’eventuale abolizione del cambio tra ora legale e ora solare. Tuttavia, al momento, il sistema resta in vigore e continua ad essere applicato nei Paesi dell’Unione Europea secondo le regole attuali. Per questo motivo, anche quest’anno milioni di italiani dovranno ricordarsi di spostare le lancette prima di andare a dormire.
La regola da ricordare
Per non sbagliare basta tenere a mente una formula semplice:
E questa volta la buona notizia è che si guadagna un’ora di sonno.