Occhio all'orologio
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di Tommaso Silvi

PESCARA. Passamontagna, fumogeni, petardi, riferimenti a molotov e pistole, oltre a possibili obiettivi commerciali da prendere di mira. Sono alcuni dei contenuti emersi dalle indagini della Digos di Pescara e del C.O.S.C. Abruzzo sulla manifestazione annunciata per sabato 24 ottobre nel centro cittadino contro il caro vita.
Una protesta contro il caro vita che, almeno nelle intenzioni espresse da alcuni partecipanti alle chat, avrebbe potuto trasformarsi in una giornata di violenza. È quanto emerge dall'attività investigativa condotta dalla Digos di Pescara e dal C.O.S.C. Abruzzo, che ha portato alla denuncia di quattro persone, tre delle quali minorenni, e all'esecuzione di altrettante perquisizioni.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati gli smartphone degli indagati, un coltello a scatto con lama di circa sette centimetri e una pistola softair, riproduzione di una Beretta 92 FS, priva del tappo rosso.
L'attività investigativa non si è conclusa. Digos e C.O.S.C. Abruzzo stanno proseguendo gli accertamenti per identificare altri partecipanti alle conversazioni che potrebbero aver pubblicato contenuti penalmente rilevanti.
L'attenzione delle forze dell'ordine resta dunque concentrata sulla manifestazione annunciata per domani – 24 ottobre – nel centro di Pescara, con l'obiettivo di prevenire possibili episodi di violenza e garantire il regolare esercizio del diritto di manifestare pacificamente.
Resta fondamentale distinguere le legittime ragioni di una protesta contro il caro vita dai comportamenti individuali che potrebbero assumere rilevanza penale. Le contestazioni sono attualmente nella fase delle indagini preliminari: per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.