Occhio all'orologio
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di Tommaso Silvi

PESCARA. Uno stabilimento balneare, 71 fabbricati, 13 terreni, quote societarie e conti correnti, per un valore complessivo di circa 11,5 milioni di euro: è il patrimonio confiscato dalla Guardia di Finanza di Pescara a un imprenditore di Teramo città, morto nel 2020 all’età di 64 anni, che operava nella zona di Montesilvano nei settori finanziario, edile e immobiliare.
Confisca da 11,5 milioni di euro in Abruzzo
La confisca, disposta in primo grado dal Tribunale di Chieti in base al Codice antimafia ed eseguita su delega della Procura della Repubblica di Chieti, riguarda beni già sequestrati nel 2019.
L’uomo era stato arrestato nel 2015 perché ritenuto a capo di un’organizzazione dedita in modo sistematico a reati fiscali e fallimentari, con lo scopo di sottrarre allo Stato imposte e contributi. Secondo gli investigatori, in questo modo avrebbe accumulato per sé e per i familiari profitti illeciti per oltre 100 milioni di euro.
Le condanne e i procedimenti penali dell’imprenditore
Negli ultimi vent’anni aveva collezionato diverse condanne, alcune definitive, ed era stato coinvolto in numerosi procedimenti penali per reati di forte allarme sociale, tra cui associazione per delinquere, estorsione, bancarotta fraudolenta, reati ambientali e fiscali.
Per questo i giudici lo hanno considerato socialmente pericoloso sul piano economico, cioè una persona che viveva abitualmente dei proventi di attività illecite.
L’indagine della Guardia di Finanza sui patrimoni e sui reinvestimenti
L’indagine, coordinata dal tenente colonnello Emiliano Sessa, è partita dal lavoro del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Pescara, che ha ricostruito il patrimonio dell’imprenditore e seguito i reinvestimenti del denaro illecito in società, attività commerciali e immobili.
Gli accertamenti hanno evidenziato un tenore di vita molto superiore ai redditi dichiarati e, secondo i giudici, i beni a disposizione dell’intera famiglia erano frutto di attività illecite o del reinvestimento dei loro proventi.
Confiscati 71 fabbricati, 13 terreni e quote societarie
La confisca colpisce aziende, tra cui lo stabilimento balneare, e quote societarie, e comprende 71 fabbricati e 13 terreni in provincia di Pescara, oltre ai saldi dei rapporti finanziari intestati a 10 società e 8 persone fisiche.
Tra le operazioni antimafia più rilevanti in Abruzzo
Per il suo valore, l’operazione è tra le più rilevanti eseguite in Abruzzo in base alla normativa antimafia e conferma l’impegno di magistratura e Guardia di Finanza nel sottrarre alla criminalità le ricchezze accumulate illegalmente e nel contrastarne l’ingresso nell’economia legale, a tutela della libera concorrenza, delle imprese e dei cittadini onesti.
Si tratta di un provvedimento di primo grado, i cui effetti potranno considerarsi definitivi solo con l’irrevocabilità.