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Sviluppo termale

Terme di Caramanico, rilancio: il sindaco Parone fa il punto della situazione

La scorsa settimana convegno su “Caramanico Terme verso nuovi orizzonti turistici”

Le terme di Caramanico
Le terme di Caramanico
di Paolo Renzetti
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CARAMANICO.  «Le recenti evoluzioni sul tema del rilancio del nostro turismo, a partire da quello termale, richiedono precisazioni e chiarezza di informazione. Il comunicato di disimpegno del gruppo imprenditoriale guidato da Terme di Torre Canne, ancorchè - riteniamo- non definitivo, ci ha molto addolorato; l’incontro con imprenditori così lungimiranti e soprattutto con persone apprezzate, aveva prodotto, attraverso il confronto sulle prospettive di rilancio turistico di Caramanico Terme, una totale univocità di vedute sul progetto comune (pubblico e privato) ottimale da perseguire; L’approccio, anche etico, di Silvio Maresca, Massimo Caputi e Nicola Di Sipio, che travalicava persino l’aspetto puramente imprenditoriale dell’intervento, coinvolgendo l’apparato produttivo e sociale della Comunità locale, ci ha entusiasmato».

Cosi Franco Parone, sindaco di Caramanico, commenta gli ultimi sviluppi sull’acquisizione delle Terme. 

Il punto del primo cittadino

«La sintesi tra l’intervento pubblico a gestione comunale, quello delle piscine termali, e quello privato che prevedeva la riattivazione di entrambi gli assett termali (Stabilimento termale «La Salute» e Centro Benessere La Réserve) elevandone la qualità - spiega il primo cittadino di Caramanico - avrebbe prodotto un modello in grado finalmente di sgrezzare questo diamante dalle enormi potenzialità e farlo brillare alla luce di un mercato internazionale di alta fascia, assolutamente nelle corde delle nostre potenzialità. E tuttavia ci hanno lasciato parimenti perplessi le motivazioni del ripensamento, arrivato dopo un lungo e certosino lavoro condotto da un team di qualificati tecnici; la limitatezza della portata delle nostre acque termali, addotto a motivo del ripensamento, è infatti un dato noto e pubblico: le nostre acque sulfuree sgorgano alla temperatura di 11,4° con una portata complessiva di 1,2 lt/sec costante durante tutto l’anno, dei quali circa 1lt/sec storicamente assorbito dalle erogazioni delle prestazioni termali; la restante quantità è nella disponibilità delle piscine termali in fase di progettazione, che dovranno tener conto della possibilità di elevata diluizione (1/10 o anche meno) con acqua dolce. L’altissimo grado solfidrimetrico della nostra acqua (circa 140 p.p.m.) gli conferisce la qualifica di acqua tra le migliori d’Europa, di straordinaria ed unica efficace terapeutica; ciò consente, per gli usi diversi dal terapeutico, la possibilità di una elevata diluizione ma esclude nel contempo la possibilità di utilizzo allo stato puro per ragioni sanitarie e di tutela della salute, men che meno a temperature prossime ai 37° previste per le piscine e questo ci indirizza verso l’unico modello sostenibile e percorribile per il parco delle piscine, alimentato con acque ibride derivante dalla miscela sostenibile di acqua termale con quella dolce».

Così il sindaco Parone che nella sua lunga nota conclude spiegando che «Non sono quindi replicabili da noi, modelli diversi fondati su tipologie, quantità e caratteristiche di acque sorgive ben diverse dalle nostre.

L'incontro sul turismo

Lo scorso fine settimana si è svolto un convegno presso la sala consiliare proprio su questi temi, dal titolo significativo "Caramanico Terme: verso nuovi Orizzonti turistici", presenti, oltre al Comune, gli attori principali del progetto quali il Parco Maiella, l’Università D’Annunzio Ch-Pe e l’architetto professor Massimo Pica Ciamarra, coaggiudicatario della progettazione delle piscine termali, presenti e partecipi gli stakeholder locali.

La ripresa del termalismo

Si è parlato proprio di questo: di quale indirizzo perseguire tenendo conto delle aspettative degli investitori e degli attori economici in relazione alla sostenibilità progettuale dell’iniziativa; Convergenza pressoché univoca sugli obiettivi e sulle possibilità operative; attraverso il progetto delle piscine termali, da correlare strettamente al piano industriale di ripresa delle attività termali, si vuole creare una rete di servizi di supporto alla ripresa del nostro termalismo, per elevarlo al giusto rango di competitività rispetto ad una domanda di mercato adeguata alle mutate richieste.

«È questa la direzione che riteniamo più giusta e coerente, perché mette al centro la nostra Comunità, vero cuore e motore di ogni prospettiva di sviluppo. Una scelta -  conclude il sindaco - che non solo rispetta le nostre risorse e la loro sostenibilità, ma che si inserisce pienamente nelle più moderne visioni di benessere integrato, dove natura, salute e qualità della vita si fondono in un’unica esperienza».