Lavoro
Maxi-concorso pubblico Inps-Inail: requisiti, date e prove - Cosa c'è da sapere
di Redazione cronaca

Una decisione destinata a fare storia nel settore dello streaming. Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso del Movimento Consumatori contro Netflix Italia, stabilendo che gli aumenti applicati agli abbonamenti tra il 2017 e il 2024 violano il Codice del Consumo. La conseguenza è pesante: gli utenti coinvolti avranno diritto non solo alla riduzione dei costi futuri, ma anche a rimborsi che possono arrivare fino a 500 euro.
Perché la decisione è così importante
Secondo i giudici, le clausole che permettevano a Netflix di modificare unilateralmente i prezzi sarebbero illegittime. In sette anni la piattaforma ha ritoccato i costi quattro volte, con rincari progressivi:
Sulla base di questi calcoli, il Movimento Consumatori stima che un utente iscritto dal 2017 possa ottenere:
Il diritto al rimborso vale anche per chi nel frattempo ha disdetto l’abbonamento, purché abbia subito gli aumenti nel periodo indicato.
Netflix farà ricorso, ma intanto parte la class action
Netflix Italia ha annunciato che presenterà ricorso, ribadendo in una nota di aver sempre rispettato la normativa italiana. Il Movimento Consumatori, però, non intende aspettare: l’associazione ha già predisposto una class action per tutelare tutti gli utenti che hanno pagato più del dovuto. Sul sito dell’associazione è disponibile un modulo online per aderire, compilabile da abbonati attuali e da ex clienti. L’obiettivo, spiegano gli avvocati che seguono il caso, è anche quello di interrompere la prescrizione in vista di un eventuale procedimento più lungo. Sul sito dell'associazione è disponibile un modulo online per gli abbonati, attuali o passati, che vogliano aderirvi.
Le reazioni: "È il momento di rimborsare gli utenti”
Il presidente del Movimento Consumatori, Alessandro Mostaccio, ha invitato Netflix a rispettare la sentenza e a procedere ai rimborsi senza ulteriori contenziosi: secondo l’associazione, un’adesione immediata rafforzerebbe la fiducia degli utenti e eviterebbe un lungo scontro giudiziario. Netflix, dal canto suo, ha ribadito la propria posizione: «I nostri abbonati vengono prima di tutto. Riteniamo che le nostre condizioni siano sempre state in linea con la normativa italiana».