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Teramo

Stadio Bonolis in vendita. L'acquirente? Franco Iachini

La gestione onerosa dello stadio mostra le crepe di una operazione fallimentare da parte del Comune. Si tenta la vendita al “vecchio nemico"

Lo stadio Bonolis e l'imprenditore Iachini
Lo stadio Bonolis e l'imprenditore Iachini
di Alfredo Giovannozzi
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TERAMO. «Abbiamo liberato lo stadio Bonolis da una convenzione che ha sempre dato problemi!» Le parole, pronunciate in maniera stentorea dal sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto nel corso del consiglio comunale del 30 settembre 2025, risuonano ancora nell’aula consiliare.

La gestione del “Bonolis” era stata tolta all’imprenditore Franco Iachini, ex presidente del Teramo Calcio e anche gestore dello stadio. Questo per fare contenti gli ultras del Teramo e tutti coloro che vedevano in Iachini un nemico, il cattivo di turno.

Il tutto a un prezzo non certo da saldo di fine stagione: quattro milioni di euro di soldi pubblici.

La Corte dei Conti? Non pervenuta. Il salto temporale che adesso bisogna fare è di soli sei mesi, meno di un anno. Esterno notte, un’auto oltrepassa il cancello della villa di Giulianova di Franco Iachini. In programma c’è una cena segretissima. L’invitato è l’assessore ai lavori pubblici del comune di Teramo Marco Di Marcantonio. L’argomento? La vendita del “Bonolis” che è di proprietà del Comune.

Iachini si dice pronto a farsi parte diligente per l’acquisto dello stadio a un prezzo che potrebbe toccare i 14 milioni di euro. Difficile pensare che Di Marcantonio sia andato a cena, a trattare una cosa del genere, senza aver avvisato il sindaco D’Alberto. E così non è infatti. La cena viene fatta in un clima assolutamente cordiale e alla fine la strada sembrerebbe tracciata. A tal punto che il giorno dopo lo stesso Di Marcantonio, nel corso di una intervista, si lascia sfuggire qualche cosa.

Sembrerebbe un pesce d’aprile ma così non è. Basta per iniziare a indagare e a cercare informazioni che, con il passare del tempo, vengono fuori. D’altra parte non è un mistero che la gestione del “Bonolis” sia onerosa; per di più vanno aggiunte anche due aste per la gestione commerciale dei locali andate deserte. Certo, un piccolo vantaggio c’è: il Teramo calcia paga molto meno che a un privato l’utilizzo dello stadio e questa, però, è l’unica cosa positiva. Insomma, facendo i conti della serva: il comune di Teramo si riprende la gestione dello stadio pagando al vecchio gestore ben 4 milioni di euro, si accolla la gestione e le spese straordinarie, non riesce a dare in gestione la parte commerciale e non ha concerti o eventi programmati per l’estate che porterebbero a qualche entrata di denaro.

Dal punto di vista economico e contabile un vero disastro. E cosa pensa allora il sindaco D'Alberto? Vado da Iachini e gli offro la vendita dello stadio a un prezzo di favore: 14 milioni di euro, trattabili, per un bene che ne vale molti di più. Fosse una normale attività industriale o commerciale avrebbe già i libri contabili in tribunale. Trattandosi di un ente pubblico non funziona così anche se i soldi che si gestiscono sono dei cittadini e tutte le spese sono caricate sulle imposte e le tasse che vengono pagate. Se non fosse una cosa seria ci sarebbe da ridere a crepapelle.