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Le festività

Spoltore, le antiche tradizioni pasquali de lo Scùcchio e l’Abbandunàte

Riti popolari e folclore animano il borgo tra uova sode e la corsa della Maddalena

Uno dei riti più noti in zona
Uno dei riti più noti in zona
di Luca Di Renzo
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SPOLTORE. Le strade di Spoltore tornano a farsi teatro di una devozione che mescola sacro e profano, coinvolgendo generazioni diverse in riti secolari. La mattinata di Pasqua, domenica 5 aprile, si apre in piazza Q. Di Marzio con la tradizionale gara de Lo scùcchio.

Questa competizione, che vede protagonisti soprattutto i bambini, consiste nella rottura delle uova sode preparate in famiglia. I partecipanti si sfidano a coppie colpendosi reciprocamente le uova: vince chi riesce a preservare l'integrità del proprio guscio.

Il significato profondo risiede nella simbologia cristiana dell'uovo come emblema di vita nuova, mentre la convivialità prosegue nel pomeriggio presso il convento cittadino. ​Il culmine delle celebrazioni religiose si sposta poi in piazza D’Albenzio per L’Abbandunàte, il rito che mette in scena l’incontro della Maddalena col Risorto. La statua di Maria di Magdala percorre di corsa per tre volte la piazza per annunciare la lieta novella.

Il momento più emozionante avviene al centro dello spiazzo, quando la Madonna, incontrando il Cristo Risorto, perde la veste scura del lutto per rivelare un abito bianco splendente. Tra il volo dei colombi e il suono dei mortaretti, le statue di San Giovanni, della Vergine e del Cristo rientrano in processione verso la chiesa di San Panfilo. L'evento, patrocinato dal Comune di Spoltore, è coordinato dalla famiglia De Amicis in sinergia con La Centenaria di Andrea Morelli.