Abruzzo Daily

Logo
Logo
Il disastro del 2017

Rigopiano, processo bis: il sostituto procuratore generale riapre l’ipotesi politici e chiede l’assoluzione per il dirigente Belmaggio

Paolo Barlucchi ipotizza la riapertura delle posizioni archiviate e definisce le richieste di condanna

Paolo Barlucchi
Paolo Barlucchi
di Luca Di Renzo
2 MINUTI DI LETTURA

PESCARA. ​​Il processo bis per la tragedia dell'Hotel Rigopiano entra nella sua fase cruciale con la replica del sostituto procuratore generale di Perugia, Paolo Barlucchi, che ha scosso l'aula. Durante l'udienza, svoltasi davanti ai familiari delle 29 vittime, il magistrato ha sollevato un tema giuridico di forte impatto: la possibilità che l'omicidio colposo non sia ancora prescritto. Se questa tesi venisse confermata, si potrebbero teoricamente riaprire anche le posizioni dei politici precedentemente archiviate, un'ipotesi che ridisegnerebbe il perimetro delle responsabilità istituzionali per il disastro del 18 gennaio 2017.

​Le richieste di condanna e il caso dell'ex sindaco

​Nella sua lunga esposizione, Paolo Barlucchi ha ribadito le richieste di condanna per diverse figure professionali coinvolte nella catena di comando e gestione dell'emergenza, tra cui dipendenti della Regione Abruzzo, della Provincia e del Comune. L'unica figura politica attualmente al centro del dibattimento è l'ex sindaco di Farindola, già condannato in appello a due anni e otto mesi. La sua posizione è oggetto di questo nuovo esame a Perugia dopo che la Cassazione ha annullato le precedenti sentenze dei tribunali di Pescara e L'Aquila.

​Il colpo di scena: l'assoluzione per Sabatino Belmaggio

​Nonostante la linea dura della pubblica accusa, la tarda mattinata ha riservato un inaspettato cambio di rotta. Il sostituto procuratore ha infatti chiesto l'assoluzione per Sabatino Belmaggio, all'epoca dei fatti dirigente regionale al servizio Politiche Energetiche. Secondo l'accusa, l'operato di Belmaggio non sarebbe censurabile in merito all'attivazione della Carta storica delle valanghe e all'impossibilità tecnica di intervenire sulla Carta di localizzazione del pericolo di valanga), avviata concretamente solo nel febbraio 2017, poche settimane dopo la tragedia.

​Verso la sentenza: il calendario delle ultime udienze

​La comunità del Gran Sasso e l'Italia intera attendono con ansia la parola fine su una vicenda che conta 11 superstiti e un dolore mai sopito dopo nove anni. La Corte ha fissato un'ulteriore udienza per giovedì 5 febbraio, concedendo alle difese lo spazio per le contro-repliche. La sentenza d'appello bis è ufficialmente attesa per l'11 febbraio, una data che segnerà un nuovo spartiacque nel lungo percorso giudiziario per ottenere giustizia per le vittime di Rigopiano.