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di Redazione Pescara

PESCARA. Sale l'attesa per la sfida salvezza tra Pescara e Sampdoria, valida per la 35ª giornata di Serie B e in programma domani (sabato 11 aprile, ore 15) in uno stadio Adriatico sold out, con oltre 17.000 spettatori attesi sugli spalti. Un bagno d'amore che rende felice Giorgio Gorgone: «Magari non fino a questo punto ma me lo aspettavo - ha detto il tecnico biancazzurro nella conferenza stampa alla vigilia del match -. Il nostro pubblico ha dimostrato con i fatti di essere il dodicesimo uomo in campo e probabilmente anche la squadra si merita tutto questo. L'attaccamento che ho visto qui è da esempio. I tifosi, insieme a noi, hanno creduto sempre in qualcosa che sembrava impossibile».
Pescara-Sampdoria, le parole di Gorgone alla vigilia
Queste invece le parole di Gorgone sulla Sampdoria, al momento 13ª in classifica a +5 sul Pescara (che è terzultimo, a -2 tanto dai playout quanto dalla salvezza diretta): «Da quando è arrivato Lombardo ha ottenuto risultati. Era una squadra che non doveva stare in queste posizioni ma se ci sta significa che ha avuto problemi, anche se ora ha uno spirito giusto. Noi però affrontiamo sfide decisive ormai da settimane e sappiamo quanta fatica abbiamo fatto per conquistarci una possibilità di salvezza. Il gruppo ha dato sempre segnali di grandissima sostanza e resilienza e questo è importante. Rispetto di tutti, ma abbiamo molta rabbia dentro per la situazione che abbiamo vissuto. La vedo nella squadra e questo - ha sottolineato il tecnico del Delfino - mi rende contento. Cosa temo? Le partite sono sempre imprevedibili. La speranza è che tutti scendano in campo con l'approccio giusto e in palla, sia atleticamente che mentalmente. È una partita non ancora determinante ma molto importante, perché poi ne mancheranno solo quattro».
Gli indisponibili e i dubbi di formazione
Fatto il punto sugli indisponibili (fuori ancora Faraoni, Tsadjout, Merola e Lamine Fanne oltre al portiere Desplanches) e sui calciatori recuperati (Oliveri e Graziani rientreranno tra i convocati, Gorgone ha spiegato di avere anche stavolta «dubbi di formazione come sempre. Devo fare delle scelte, ma tutti possono essere determinanti anche entrando in corsa. Come ha detto Brugman comunque, nella squadra tutti hanno abbandonato la visione individuale. In questa squadra - ha chiosato l'allenatore biancazzurro - nessuno vuole fare il salvatore della patria e quando è così c'è più unione».