Controllo
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di Paolo Renzetti

PESCARA. La comunità di Pescara si stringe nel dolore per la perdita di Lucio Di Giovanni, 63 anni, figura storica e pilastro della marineria locale. L'armatore, scomparso improvvisamente nella sua abitazione, ha lasciato un vuoto profondo non solo tra i colleghi del comparto ittico, ma nell'intera cittadinanza che vedeva in lui un punto di riferimento per dedizione e serietà.
Masci ne ricorda le qualità
Il sindaco Carlo Masci ha espresso il proprio cordoglio definendo Di Giovanni un «grande imprenditore del mare». Il primo cittadino ha voluto sottolineare come l'armatore fosse un profondo conoscitore delle dinamiche del settore, capace di interloquire con le istituzioni con equilibrio e pacatezza. Solo poche settimane fa, in Comune, aveva presentato nuove visioni per il futuro del mercato ittico e dello sviluppo portuale, dimostrando una lungimiranza fuori dal comune.
Statura umana
Oltre alle doti professionali, viene ricordata la statura umana di un uomo che aveva affrontato grandi dolori personali con dignità, mantenendo sempre un ruolo attivo nella crescita economica della città.
La scomparsa di Lucio Di Giovanni rappresenta un momento di lutto per gli armatori di tutta Italia, che perdono un interlocutore lucido e appassionato. Il sindaco ha rivolto un pensiero commosso alla famiglia e a tutti i lavoratori del mare che oggi piangono un leader stimato e un amico sincero.
La liturgia funebre sarà celebrata oggi, sabato 3 gennaio, alle ore 12 nel Santuario Cuore di Maria in via Vespucci a Pescara.