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Il caso

Pescara, Pettinari denuncia ancora via Tavo: «Crack fumato in strada davanti alle case e ai bambini» - Video

L’attuale consigliere comunale, già consigliere regionale per due mandati, torna a documentare il degrado in alcune zone della città: «I residenti sono esasperati»

Una nuova segnalazione
Una nuova segnalazione
di Giancarlo Falconi
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PESCARA. Non soltanto spaccio, ma consumo di crack in piena strada, a pochi metri dalle abitazioni e davanti agli occhi di famiglie e bambini. È la nuova denuncia pubblica di Domenico Pettinari, consigliere regionale per due mandati e attuale consigliere comunale di Pescara, che torna a puntare i riflettori sulla situazione di via Tavo.

Pettinari racconta e documenta scene che, a suo giudizio, sarebbero ormai diventate parte della quotidianità del quartiere: persone che fumano crack apertamente, senza nascondersi, mentre intorno continuano a vivere residenti costretti a convivere giorno e notte con degrado, droga e paura. «Forse, se la strada si chiama via Tavo, fa meno scalpore», è il senso della dura presa di posizione del consigliere, che pone soprattutto una questione di disparità tra quartieri. La domanda lanciata da Pettinari è provocatoria: cosa accadrebbe se le stesse immagini arrivassero da una zona considerata della “Pescara bene”, come viale Kennedy?

Secondo il consigliere, il problema dello spaccio riguarda certamente tutta la città e non soltanto le periferie. Pettinari ricorda infatti di denunciare da anni episodi legati alla vendita di droga e alla criminalità anche nelle zone centrali. Ma in via Tavo, sottolinea, il fenomeno avrebbe assunto caratteristiche ancora più pesanti.

Il punto, infatti, non sarebbe soltanto l’attività di spaccio, ma la possibilità di consumare crack direttamente in strada e davanti alle abitazioni, quasi fosse ormai un comportamento normalizzato. Una situazione che avrebbe esasperato molti residenti.

Secondo la testimonianza di Pettinari, le famiglie della zona avrebbero più volte chiesto interventi alle istituzioni e alle autorità competenti. In alcuni casi, inoltre, chi avrebbe provato a protestare sarebbe stato destinatario di minacce o aggressioni.

«Le persone che vivono qui sono stanche, esasperate e disperate», denuncia il consigliere comunale, spiegando di ricevere continuamente telefonate e segnalazioni da parte dei cittadini. Da qui la scelta di continuare a rendere pubbliche immagini e testimonianze provenienti dal quartiere.

Per Pettinari, mostrare ciò che accade sarebbe ormai uno dei pochi strumenti rimasti per aumentare l’attenzione sulla situazione e chiedere interventi concreti. Una battaglia che, assicura, intende continuare anche di fronte alle minacce che sostiene di aver già ricevuto in passato.

Al centro della denuncia resta soprattutto il diritto dei residenti alla sicurezza e a una vita normale: famiglie che chiedono di non essere lasciate sole e bambini che, secondo Pettinari, non possono essere costretti a crescere assistendo quotidianamente a scene di consumo di droga sotto casa.