Calcio
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di Giuliano De Matteis

PESCARA. Crack fumato sui marciapiedi, persone accasciate a terra, automobilisti costretti a evitare soggetti in stato di alterazione e residenti che raccontano di avere paura perfino a uscire di casa. È una fotografia durissima quella consegnata da Domenico Pettinari, ex consigliere regionale e oggi consigliere comunale di Pescara, dopo un nuovo sopralluogo notturno nelle periferie della città. Pettinari racconta di aver trascorso circa tre ore e mezza, dalle 22 all’1.30, tra via Tavo, via Lago di Capestrano, via Tiburtina, via Imele e via Lago di Borgiano, documentando con alcuni video una situazione che definisce «raccapricciante».
Secondo il suo racconto, davanti ad alcuni civici di via Tavo almeno quindici persone avrebbero acquistato crack per poi consumarlo immediatamente in strada. Il consigliere riferisce di persone in evidente stato di alterazione, accasciate a terra o piegate su se stesse, altre che avrebbero invaso la carreggiata, fermato automobili, urlato o si sarebbero spogliate in pubblico. Pettinari sostiene inoltre di aver contato, nell’arco della serata, almeno settanta persone dirette verso diversi punti che indica come luoghi abituali dello spaccio tra via Lago di Capestrano, via Imele e via Lago di Borgiano.
Nel suo racconto anche ragazze molto giovani che, dopo l’assunzione di sostanze, si sarebbero spostate lungo la Tiburtina per prostituirsi e procurarsi altro denaro per acquistare droga. «Esistono due città – denuncia Pettinari – quella del centro, dove giustamente si parla dei minorenni ricoverati per abuso di alcol, e quella delle periferie, dove ogni notte decine di persone comprano e consumano droga in strada».
Il consigliere riferisce di essere intervenuto su richiesta degli stessi residenti, che descrive come esasperati da risse, minacce, schiamazzi e dalla presenza continua di persone alterate. Da qui l’invito rivolto al sindaco e alle istituzioni a effettuare personalmente un sopralluogo nelle ore notturne. Alla denuncia si è aggiunta nelle ultime ore una nuova segnalazione proveniente da un alloggio popolare di via Lago di Borgiano. Una fotografia mostrerebbe una persona riversa sulle scale comuni, apparentemente in stato di alterazione, impedendo di fatto a una residente di raggiungere la propria soffitta.
Pettinari ricorda di aver già chiesto in passato, insieme ai residenti, la chiusura con un cancello o un’inferriata degli accessi agli spazi superiori dello stabile, lasciandone l’utilizzo ai soli condomini. Una soluzione che, riferisce, sarebbe stata prospettata anche alle istituzioni competenti ma mai realizzata. Ora la richiesta viene nuovamente indirizzata a Comune e Ater: intervenire sullo stabile e mettere in sicurezza gli spazi comuni.
Quella descritta da Pettinari non è più, nelle sue parole, una semplice emergenza di ordine pubblico, ma una frattura profonda tra centro e periferie. Da una parte una città che vive e si racconta, dall’altra quartieri nei quali i residenti chiedono di non essere lasciati soli. La sfida, adesso, è trasformare denunce e immagini in interventi concreti, prima che la paura e il degrado diventino parte definitiva del paesaggio urbano.