Degrado
Teramo, in centro si dorme nei sacchi a pelo: bivacchi e schiamazzi, sicurezza sotto i riflettori
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Quella che doveva essere una gara comunale rischia di trasformarsi in un caso amministrativo destinato a lasciare conseguenze ben oltre l’aggiudicazione del servizio. La procedura per il ripristino delle condizioni stradali dopo gli incidenti è ormai al centro di un confronto durissimo che potrebbe approdare davanti al Tar Abruzzo e che avrebbe già prodotto sei esposti all’Anac.
L’ultimatum contenuto nella diffida presentata dalla società interessata è scaduto il 31 luglio. All’Amministrazione comunale erano stati concessi dieci giorni per procedere all’annullamento in autotutela dell’intera procedura, aggiudicazione definitiva compresa.
La risposta del Comune, però, sarebbe stata giudicata dai legali della società «altamente insufficiente». Da qui la decisione di andare avanti e di trasferire lo scontro dagli uffici comunali alle sedi di controllo e, presumibilmente, a quelle giudiziarie.
Sul tavolo ci sarebbero complessivamente sei esposti trasmessi all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Uno sarebbe già arrivato all’Uvs, l’Ufficio Vigilanza collaborativa, vigilanze speciali e centrali di committenza dell’Anac. Parallelamente sarebbe in fase di predisposizione il ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale.
Ma il fronte più delicato potrebbe essere un altro. Al centro delle contestazioni finisce infatti il parere predisposto dal Segretario generale e dall’Avvocatura civica in relazione al DUP e, soprattutto, la ricostruzione della posizione amministrativa del comandante della Polizia Locale.
Nel documento sarebbe stato evidenziato che, alla data del 30 giugno 2026, l’Area dirigenziale della Polizia Locale non risultava ancora operativa e che il comandante non era formalmente inquadrato come dirigente. Un passaggio che per la società contestatrice potrebbe diventare uno dei punti centrali del ricorso.
La questione è semplice nella sua formulazione ma potenzialmente pesantissima nelle conseguenze: se il comandante non aveva qualifica dirigenziale, con quale titolo sarebbero stati adottati o sottoscritti gli atti gestionali che hanno portato alla gara e alla successiva aggiudicazione? Sarà naturalmente il giudice amministrativo, qualora il ricorso venga depositato, a stabilire se questa ricostruzione abbia o meno fondamento giuridico.
C’è poi un secondo elemento. Nel parere dell’Avvocatura verrebbe chiarito che il DUP non avrebbe alcuna capacità di sanare eventuali vizi presenti negli atti gestionali precedentemente adottati. Una precisazione che alcuni tecnici considererebbero tutt’altro che secondaria: se venisse accertata l’illegittimità dell’atto presupposto, la contestazione potrebbe infatti estendersi agli atti successivi della procedura, fino all’aggiudicazione definitiva. E sullo sfondo compare il tema più scomodo: quello delle responsabilità.
Nel documento verrebbe richiamata anche la disciplina sulla responsabilità amministrativa e contabile, con riferimento ai soggetti che hanno materialmente adottato gli atti gestionali. È su questo punto che si concentra la lettura politicamente più dura della vicenda. Secondo la tesi sostenuta dalla società e da alcuni pareri, il percorso seguito per l’approvazione del DUP avrebbe infatti messo al riparo soprattutto il livello politico, mentre funzionari, tecnici e responsabili degli atti resterebbero esposti alle conseguenze di un eventuale annullamento.
Una ricostruzione che, al momento, resta evidentemente una tesi di parte e che dovrà essere sottoposta al vaglio delle sedi competenti.
Di certo c’è che il caso non si è chiuso il 31 luglio. Anzi. Sei esposti all’ANAC, un procedimento che avrebbe raggiunto un ufficio specializzato dell’Autorità, il ricorso al TAR in preparazione e l’ipotesi di una richiesta risarcitoria trasformano ormai la gara sul ripristino stradale in una vicenda capace di investire l’intera macchina amministrativa. Perché, se gli atti dovessero essere annullati, il problema non sarebbe più soltanto stabilire chi abbia avuto ragione sulla gara. La domanda diventerebbe molto più pesante: chi risponderà delle conseguenze amministrative ed economiche di quanto è stato fatto?