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di Paolo Renzetti

PESCARA. Non uno, ma due incendi nella notte a Pescara. Il bilancio è di 7 auto distrutte. Ne danno notizia Domenico Pettinari e Massimiliano Di Pillo, presidente e consigliere comunale del Movimento «Pettinari per l’Abruzzo». Il primo in via Rigopiano, il secondo in via Ciafardini. Sul caso arriva anche l'intervento dell'assessore Alfredo Cremonese.
«Siamo giunti in via Rigopiano – affermano Pettinari e Di Pillo - presso le case popolari e, al civico 88, abbiamo incontrato i proprietari delle due autovetture andate a fuoco questa notte . I proprietari di una delle autovetture residenti in un alloggio al primo piano hanno subito anche la distruzione delle tapparelle e delle finestre per le fiamme che si sono propagate. Il boato è stato fortissimo e i residenti di Via Rigopiano sono ripiombati nel terrore dove aver vissuto gli anni delle violenze, aggressioni, occupazioni abusive e spaccio continuo di droga. Abbiamo ricordato questa mattina in conferenza stampa come negli anni nelle case popolari di via Rigopiano spesso i residenti onesti hanno dovuto subire aggressioni anche violente».
«Solo alcuni mesi fa quattro donne sono state aggredite da un’altra donna con un coltello puntato alla gola e qualche giorno fa l’aggressore sarebbe nuovamente uscita sotto casa armata di un accetta. In questa zona abbiamo subito anche noi diverse minacce anche di morte perché negli ultimi 20 anni abbiamo combattuto per far sfrattare diversi occupanti abusivi pluripregiudicati che usavano la casa popolare per spacciare droga e occupavano abusivamente gli alloggi per subaffittarli illegalmente. Abbiamo tenuto tantissime conferenze stampa di denuncia chiedendo alle autorità competenti di verificare coloro che non avevano i requisiti per stare negli alloggi popolari cosi come coloro che si allacciavano abusivamente alla luce delle scale e ai contatori dell’acqua per non pagare luce ed acqua. Questa mattina abbiamo avuto modo di parlare con il Presidente dell’Ater al quale abbiamo chiesto di intervenire immediatamente per riparare le tapparelle e le finestre distrutte del primo piano per consentire ad una delle famiglie vittime dell’incendio di poter usufruire della propria abitazione in sicurezza» .
Il secondo incendio è avvenuto in via Ciafardini «dove abbiamo constatato un quadro ancor più drammatico con oltre 5 macchine a fuoco. Alla luce di tali eventi che presumibilmente potrebbero essere dolosi chiediamo alle autorità competenti di intervenire per assicurare alla giustizia i responsabili e all’Ater di ripristinare la salubrità dei luoghi dell’incendio. Chiediamo altresì al Comune di Pescara di attivare ogni procedura al fine di verificare chi non ha più i requisiti per permanere negli alloggi popolari e quindi procedere allo sfratto per ristabilire almeno negli alloggi popolari di Via Rigopiano un minimo di legalità e pace sociale atteso che c’è ancora chi spaccia droga in queste case popolari e le utilizza per attività illecite».
La posizione del Comune
Così l'assessore Alfredo Cremonese: «Questa mattina, insieme agli assessori Zaira Zamparelli e Cristian Orta, ho raggiunto via Passo della Portella, dove nella notte sono andate a fuoco due auto. Il complesso dell'Ater dove è accaduto il rogo è stato raggiunto anche dal presidente dell'Ater. Abbiamo incontrato la proprietaria dell'appartamento che ha riportato dei danni, nella parte esterna, e le abbiamo espresso la nostra solidarietà per questo episodio che riporta, con la memoria, ad altri fatti dello stesso tipo accaduti in città, e in particolare in via Tavo, quando c'era ancora il »Ferro di cavallo« che noi abbiamo voluto far demolire, e a Fontanelle. Saranno le forze dell'ordine ad occuparsi delle indagini, per individuare eventuali responsabili e movente, se davvero si è trattato di un fatto doloso, e a questo proposito voglio ricordare che per gli ultimi drammatici episodi dello stesso tipo l'attività degli investigatori ha consentito di chiudere perfettamente il cerchio, ma questo i nostri oppositori non lo dicono mai. Prendendo nettamente le distanze, perché non ne capisco il senso, da chi usa questi episodi per scattarsi selfie davanti alle auto bruciate, a mo' di turista dell'orrore, voglio ricordare che l'attività di accertamento sull'occupazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica è stata costante, negli ultimi anni, e ha portato anche all'esecuzione di una cinquantina di sfratti per togliere la casa a chi non ha il diritto di occuparla, o non ce l'ha più, e a chi la usa per delinquere. Questo tipo di attività si svolge silenziosamente, spesso è frenata dai ricorsi che dilatano i tempi, ma non è mai venuta meno, anzi nessuno come questa Amministrazione l'ha effettuata nella stessa misura, in passato».
La nota prosegue. «A proposito di edilizia residenziale pubblica desidero anche ricordare a chi non fa altro che polemizzare, che il Comune ha concluso di recente le attività relative all'ultimo bando (del 2023) per assegnare una casa popolare a chi non ce l'ha - tramite graduatoria - e ci sono già oltre 50 appartamenti disponibili da consegnare e abbiamo anche definito la graduatoria provvisoria per undici alloggi a canone concordato di strada Cavallaro. Polemizzare e gettare quotidianamente benzina sul fuoco serve solo ad allontanare i cittadini delle istituzioni, mentre qualcuno si impegna per farle funzionare e per mantenere un dialogo e una collaborazione costante tra Enti, come sta facendo l'Amministrazione guidata dal sindaco Carlo Masci. A questo proposito oggi ho sentito più volte il sindaco, che stamani si è subito messo in contatto con il questore per una riflessione sull'accaduto e per chiedere di continuare a tenere un livello di attenzione massimo su alcune aree della città, potenziando i controlli. Da parte del questore sono arrivate rassicurazioni sull'impegno della Polizia, che mai abbiamo messo in dubbio dopo fatti del genere e che ha sempre prodotto risposte più che soddisfacenti. Le polemiche non ci interessano, ciò che conta sono i risultati che puntualmente arrivano, anzi crediamo che le polemiche siano deleterie e sicuramente non aiutano le indagini, per cui invito ad abbassare i toni quella parte della minoranza che cerca di farsi un po' di pubblicità. Chi deve lavorare lo sta già facendo con il riserbo necessario per queste vicende».