L'intervento
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di Paolo Renzetti

PESCARA. «Non ce la facciamo più». È un grido di esasperazione quello raccolto e rilanciato dal consigliere comunale di Pescara ed ex consigliere regionale Domenico Pettinari, che torna a denunciare pubblicamente situazioni di degrado, consumo di droga e presunto spaccio in alcune zone della città.
Al centro dell’ennesima segnalazione c’è via Tavo, dove, secondo Pettinari e le testimonianze dei residenti, continuerebbero a verificarsi episodi di consumo di crack in strada, anche davanti alle abitazioni e alla presenza di famiglie e bambini.
«Sono anni che segnalo e denuncio a chi di dovere queste situazioni – afferma Pettinari – e non mi si venga a dire di chiamare le autorità preposte, perché lo facciamo da anni. E non sono il solo: insieme a me ci sono i residenti della zona, che riferiscono di chiamare costantemente e quotidianamente».
Una situazione che, sempre secondo la denuncia del consigliere comunale, non sarebbe circoscritta a via Tavo. Pettinari richiama infatti l’attenzione anche su via Imele e sulle aree limitrofe. Qui i residenti segnalerebbero un continuo via vai di persone che ritengono collegato allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Secondo quanto riferito dagli stessi abitanti e riportato da Pettinari, il movimento arriverebbe in alcuni momenti persino a 150-200 ingressi e uscite nell’arco della giornata. Un dato che resta naturalmente affidato alle segnalazioni dei residenti e che richiederebbe accertamenti da parte delle autorità competenti.
Nella denuncia vengono indicate anche altre zone considerate particolarmente critiche: via Lago di Capestrano, via Lago di Borgiano, via Caduti per Servizio e via Aldo Moro. Pettinari pone poi una questione politica e sociale: cosa accadrebbe se le stesse scene si verificassero quotidianamente nelle strade più centrali e prestigiose di Pescara?
«Se una scena simile si verificasse ogni giorno e ogni sera sotto un palazzo della cosiddetta “Pescara bene”, ad esempio in via Regina Elena, cosa accadrebbe? E se succedesse in piazza Italia, davanti al Comune, quanto tempo passerebbe prima di un intervento?».
Il consigliere precisa di non voler sostenere che il fenomeno dello spaccio riguardi esclusivamente le periferie, ma chiede che non esistano quartieri costretti a convivere stabilmente con degrado, droga e paura.
Il punto centrale della denuncia è proprio questo: evitare che l’eccezione diventi normalità, soprattutto agli occhi dei più giovani.
«Non si può accettare – conclude Pettinari – che famiglie e bambini debbano assistere a tutto questo come se fosse normale. Le segnalazioni sono state fatte, le denunce continuano. Ora servono risposte e soprattutto interventi concreti». Una richiesta che torna ancora una volta dalle periferie pescaresi: non altre promesse, ma una presenza visibile e continuativa dello Stato sul territorio.