I controlli
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di Stefano Recanati

PESCARA. Il colonnello Ciro Trentin è il nuovo comandante del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Pescara. Succede al colonnello Stefano Ranalletta, trasferito al DCSA (Direzione Centrale Servizi Antidroga) di Roma. Questa mattina l’ufficiale ha incontrato la stampa, parlando di quello che sarà il lavoro nel capoluogo adriatico.
“Ho già avuto modo di prendere qualche contatto con il territorio un mese fa, conoscendo un po’ i pescaresi, che vedo si godono il loro territorio. Ho trovato una città viva e dinamica e ho ricevuto un’accoglienza molto calorosa e quindi sono contentissimo di quello che ho visto per adesso”.
Il nuovo comandante: «A Pescara non ci sono situazioni allarmanti»
Il neo comandante dell’Arma di Pescara è poi entrato nel merito del lavoro che lo attende nel capoluogo adriatico.
“A Pescara non ci sono situazioni allarmanti rispetto ad altre città italiane. È una realtà che convive con problematiche comuni ad altri centri del nostro Paese. Lavoreremo in sinergia, ovviamente, con le altre forze dell’ordine e di concerto con il Prefetto e il Questore nell’ambito del Comitato di Ordine e Sicurezza Pubblico”.
Carabinieri e prevenzione: attenzione ai giovani e alle scuole
Trentin ha sottolineato anche l’importanza della prevenzione e della collaborazione con i cittadini, indicando tra le priorità il rapporto con le nuove generazioni.
“Ritengo importante la prevenzione e la collaborazione con i cittadini. Avremo un occhio attento al mondo giovanile e lo faremo anche con progetti di legalità nelle scuole per conoscere e affrontare con i ragazzi quelli che possono essere i pericoli e i problemi delle nuove generazioni”.
La carriera del colonnello Ciro Trentin
Trentin, 56 anni, di origini vicentine, si è arruolato nell’Arma nel 1991 e ha fatto una lunga carriera, guidando le compagnie di Piove di Sacco, Taurianova e Firenze e il Comando Provinciale di Como.
È tornato nel capoluogo toscano, dove è stato Capo Ufficio Addestramento presso la Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze e successivamente direttore di Istituto e titolare di cattedra presso la stessa.
È stato impiegato in diverse missioni sul fronte balcanico, appena dopo gli eventi bellici.