Controllo
Montesilvano, locale chiuso per 10 giorni dopo episodi di violenza: era già stato sospeso a giugno
di Paolo Renzetti

PESCARA. Ha 14 anni ed è l'arbitro più giovane d'Italia. Il suo idolo è Nicola Rizzoli e il suo sogno è quello di dirigere i campioni della Serie A. A pochi giorni dall'esame che lo ha iscritto di diritto nell'albo dei record, Samuele Verrocchio, studente di terza media a Montesilvano si prepara al suo debutto con la gioia e la tranquillità di chi sa che tutti possono sbagliare. "Mi ispiro a Nicola Rizzoli. Il mio tutor, in vista della mia prima partita, mi ha anche regalato un suo libro, dal titolo "Che gusto c'è a fare l’arbitro": l’ho iniziato da poco, ma mi sta appassionando molto”.
Capelli ricci e sorriso luminoso, Samuele, dopo aver frequentato il corso dell'Associazione italiana arbitri - sezione di Pescara, ha superato brillantemente l'esame, che si è svolto lo scorso 2 febbraio nel capoluogo adriatico.
Il ragazzo è anche un calciatore: parallelamente all'attività arbitrale, prosegue il suo percorso con la Pro Montesilvano, esperienza che gli consente di vivere il calcio sia dal punto di vista dell'atleta sia da quello di chi è chiamato a far rispettare le regole.
Nel giorno della sua prima partita, Samuele non nasconde l'emozione e descrive così il suo stato d'animo: “Vivo l'arbitraggio e l'idea della mia prima partita in modo abbastanza sereno - afferma -. Sono molto emozionato, ma gli altri arbitri mi hanno rassicurato, dicendomi di stare tranquillo e spiegandomi che comunque tutti possiamo sbagliare, perché siamo umani”. Racconta poi come si sia appassionato a questo mondo grazie a "un amico che ha iniziato da poco a fare l'arbitro: i suoi racconti mi hanno incuriosito molto e ho voluto provare anche io a fare questa esperienza".
È difficile conciliare i tempi dello studio, dello sport e, ora, dell'attività da arbitro, sottolinea Samuele, che aggiunge: "Il calcio e l'arbitraggio sono due attività che amo, quindi faccio dei sacrifici. Mi anticipo i compiti nel fine settimana, così riesco a fare anche tutto il resto. In più - svela - i miei genitori mi stimolano, facendo in modo che il mio impegno a scuola sia la condizione per praticare il calcio e l'arbitraggio. L'arbitro più giovane d'Italia ancora per poco, perché, comunque, sicuramente a breve arriverà qualcuno più giovane di me, ma sono assolutamente entusiasta e cercherò di impegnarmi al massimo in questo sport", dice quando gli si chiede come viva questo record. Sono sempre più frequenti, infatti, i giovanissimi che sostengono l'esame non appena compiuta l’età minima, cioè 14 anni. Poi, sorridente, il suo suggerimento a chi arriverà dopo di lui: "massimo impegno e buon divertimento”.
Soddisfazione viene espressa dal presidente della sezione Aia di Pescara, Alessio Chiavaroli. "Siamo molto orgogliosi di questo traguardo e Samuele ci ha dato una grande soddisfazione - le sue parole -. È molto bravo, molto preparato. L’arbitraggio ti insegna leadership, responsabilità, capacità organizzative e decisione. È veramente una scuola di vita".
Chiavaroli spiega poi che i corsi dell'Aia si svolgono regolarmente in tutta Italia e annuncia l'avvio di un nuovo corso arbitri a Pescara - i responsabili sono i formatori Francesco Di Censo e Mauro Dioletta - in programma a metà febbraio, aperto anche a chi pratica già calcio e calcio a 5, grazie alla possibilità del doppio tesseramento.