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di Paolo Renzetti

PESCARA. Oggi, 26 febbraio, i carabinieri della stazione di Rosciano e personale della sottosezione autostradale della polizia stradale di Caserta Nord, hanno proceduto alla riconsegna dell’intera refurtiva a un’anziana ottantenne, vittima di una truffa aggravata perpetrata lo scorso 14 gennaio 2026 nel comune di Rosciano (Pescara), con il noto metodo del cosiddetto “finto carabiniere”.
In quella circostanza, uno dei malviventi, contattando telefonicamente la vittima e qualificandosi falsamente come appartenente all’Arma dei carabinieri, aveva prospettato un grave e imminente problema giudiziario a carico di un familiare, inducendola a consegnare denaro e oggetti preziosi per evitarne il presunto fermo. Poco dopo, un complice si era presentato a casa dell’anziana, anch’egli fingendosi carabiniere, ritirando quanto richiesto e dandosi alla fuga.
Subito dopo, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Penne, in sinergia con la stazione di Rosciano, avevano avviato una tempestiva e articolata attività investigativa, raccogliendo la denuncia della vittima e procedendo all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Gli accertamenti avevano consentito di individuare l’autovettura utilizzata dai responsabili e di monitorarne in tempo reale gli spostamenti, seguendone la fuga fuori regione.
Le informazioni raccolte venivano quindi immediatamente condivise con le altre forze di polizia competenti per territorio, permettendo l’intervento conclusivo della polizia stradale di Caserta Nord, che intercettava e fermava il veicolo segnalato sull’autostrada, nel comune di Marcianise. A bordo dell’auto viaggiavano due persone entrambe originarie della provincia di Napoli: un 20enne, tratto in arresto, e un minorenne, deferito alla Procura della Repubblica al tribunale per i Minorenni, trovati in possesso dell’intera refurtiva, successivamente riconosciuta dalla vittima.