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Il caso

Pescara, accoltellato durante una lite per il bancomat: tenta di fuggire dal balcone e precipita

Sul posto, oltre al personale sanitario del 118, gli agenti della polizia per le indagini con la Scientifica per i rilievi: il 36enne è in Rianimazione

(foto di repertorio)
(foto di repertorio)
di Paolo Renzetti
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PESCARA. Una violenta discussione nata per l’uso di una carta bancomat, poi la lite e l’accoltellamento con la “vittima” che prova a fuggire al suo aggressore, cercando di calarsi dal balcone della palazzina, ma poi stordito e ferito, perde l’equilibrio e precipita rovinosamente in strada dove viene trovato a terra agonizzante nel cortile di uno stabile nella zona ovest di Pescara.

La ricostruzione

Questi i fatti accaduti nella serata di lunedì 10 agosto, poco dopo le 21. Il giovane ferito, nato nel 1990, è in ospedale nel reparto di Rianimazione in coma farmacologico in gravi condizioni per un trauma cranico, trauma toracico e ferite da arma da taglio. I sanitari del “Santo Spirito” si sono riservati la prognosi. Il suo aggressore, un uomo pescarese di 66 anni è stato trovato invece, arrestato e trasferito nella casa circondariale di San Donato a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nelle prossime ore il Pm che coordina le indagini formulerà il capo d’accusa per l’uomo. 

Le indagini

Sono bastate poche ore agli agenti della squadra volante e squadra mobile di Pescara, guidati rispettivamente dai dirigenti Pierpaolo Varrasso e Francesco Monterisi e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica a ricostruire quanto accaduto nella casa nella calda serata di lunedì. Secondo la ricostruzione degli investigatori il sessantaseienne, al suo rientro in casa ha sorpreso il giovane conoscente (che è in fase di identificazione), e appurato che, precedentemente, impossessatosi con abuso di familiarità (tra le parti c’era un rapporto di conoscenza) della carta bancomat della moglie, l’aveva usata nella stessa giornata per fare acquisti in alcuni negozi del centro.

La lite

Da qui, sempre secondo gli inquirenti, si sarebbe cosi innescato un acceso diverbio tra i due uomini (alla presenza della moglie dell’aggressore) al culmine del quale il padrone di casa avrebbe poi colpito l’altro con alcuni fendenti di coltello in varie parti del corpo. Il ferito, sanguinante e barcollante per le ferite subite, nel tentativo di sfuggire all’aggressione, avrebbe provato a calarsi dal balcone dell’abitazione posta, ma avrebbe perso l’equilibrio, precipitando da alcuni metri di altezza violentemente sull’asfalto, e battendo anche la testa.