L'intervento
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di Paolo Renzetti

PESCARA. Vasta operazione antidroga portata a termine sul territorio nazionale e partita dall’Abruzzo. I carabinieri di Penne, con il supporto del comando provinciale carabinieri di Pescara e la collaborazione di vari comandi provinciali e non solo ha dato esecuzione ad un’articolata operazione di polizia giudiziaria su scala nazionale, coordinata dal sostituto procuratore Roberta D’Avolio della Procura di L’Aquila.
L’operazione, che ha visto coinvolti oltre 250 militari sull’interno territorio nazionale, ha consentito l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa in data 2 febbraio 2026 dal Tribunale di L’Aquila – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della citata Procura. Il provvedimento ha interessato complessivamente sette persone, ritenute gravemente indiziate di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Nei loro confronti sono state applicate cinque misure di custodia cautelare in carcere e due misure degli arresti domiciliari. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, sono stati eseguiti ventiquattro decreti di perquisizione domiciliare nei confronti di altrettanti indagati dislocati sull’intero territorio nazionale. Le attività sono state demandate ed eseguite dai Comandi dell’Arma dei Carabinieri territorialmente competenti.
L’operazione
L'operazione, nome in codice “Last Delivery”, era stata avviata nel maggio 2024 dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Penne, che ha consentito di ricostruire l’esistenza, l’operatività e la struttura di un sodalizio dedito allo spaccio di droga stabilmente organizzato, caratterizzato da una precisa ripartizione di ruoli, dalla continuità dell’azione delittuosa e dalla disponibilità di armi ed esplosivi. È stato accertato come l’organizzazione fosse attiva già dal 2021 e fosse dedita, in via principale, al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish.
Il vertice criminale in Abruzzo
Il gruppo operava stabilmente nei comuni di Montesilvano e Penne, con un sistema di distribuzione esteso all’intera area vestina. Al vertice del sodalizio vi era una persona residente a Montesilvano.
È emerso inoltre come il sodalizio avesse esteso la propria operatività anche all’interno della Casa Circondariale di Pescara, promuovendo e gestendo lo spaccio di sostanze stupefacenti all’interno della strutturacarceraria.
L’intero sviluppo investigativo trae origine dall’arresto in flagranza di reato di una persona residente a Penne, eseguito nel 2023 da personale della locale Compagnia Carabinieri, e trovata in possesso presso la propria abitazione di 177 artifizi pirotecnici e 22 colpi di mortaio artigianali, contenenti complessivamente oltre 15 chilogrammi di materiale esplosivo di eccezionale potenza distruttiva. I successivi approfondimenti, svolti attraverso intercettazioni telematiche, servizi di osservazione e controllo, riscontri documentali presso istituti bancari e sopralluoghi presso gli hub di smistamento dei corrieri, hanno permesso di delineare progressivamente l’intero assetto criminale.
Nel corso della prima fase delle attività erano stati complessivamente sequestrati circa 145 grammi di cocaina, circa 5 grammi di hashish, una pistola calibro 22 lanciarazzi, due fucili a canne mozze calibro 12 con calcio tagliato, 18 cartucce calibro 12, sei banconote false da 50 euro e dodici ordigni artigianali clandestini di categoria F4, per un peso complessivo superiore a quattro chilogrammi di materiale esplodente.