Controllo
Montesilvano, locale chiuso per 10 giorni dopo episodi di violenza: era già stato sospeso a giugno
di Paolo Renzetti

PESCARA. Una serie di roghi ha sconvolto Pescara durante le ore notturne di domenica 4 gennaio, lasciando dietro di sé una scia di carcasse fumanti e residenti sotto choc. E allora cerchiamo di fare chiarezza su una notte che ha acceso anche un dibattito politico.
Il bilancio è pesante: dieci vetture sono state avvolte dalle fiamme in due zone distinte della città, confermando una dinamica che punta dritta all'ombra del dolo.
Via Rigopiano
Il primo allarme è scattato intorno alle quattro di domenica mattina in via Rigopiano, all'interno del complesso del Comitato amministrativo soccorso ai senzatetto.
Qui, l'esplosione dei serbatoi ha generato un boato udito a centinaia di metri di distanza. Il fuoco, alimentato rapidamente, non ha risparmiato una vicina abitazione al primo piano, distruggendo finestre e tapparelle.
Via Cifardini
Poco dopo, un secondo scenario critico si è palesato in via Ciafardini, nell'area residenziale dei Colli, dove altre cinque automobili sono state ridotte in cenere.
I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente per domare gli incendi ed evitare che il rogo si propagasse ulteriormente agli edifici adiacenti. Sul posto sono giunti i Carabinieri di Pescara, che hanno immediatamente transennato le aree interessate per i rilievi scientifici.
Le indagini
Le autorità stanno attualmente vagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per individuare i responsabili di quello che appare come un attacco deliberato alla sicurezza urbana.
Il prefetto e le forze dell'ordine hanno assicurato il massimo impegno per ristabilire la legalità in quartieri già segnati da precedenti episodi di microcriminalità.
La comunità locale, spaventata, chiede ora interventi strutturali per garantire la sorveglianza notturna e prevenire nuovi atti vandalici.