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La tragedia

Morto per difendere il figlio a Fossacesia, gli organi di Diomede Barchiesi salveranno altre vite

Al momento del rinnovo della carta d’identità, il 50enne deceduto in seguito a un pugno al volto aveva espresso la propria volontà favorevole alla donazione degli organi.

Diomede Barchiesi
Diomede Barchiesi
di Paolo Renzetti
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Si sono concluse nella mattina di sabato 15 agosto, all’ospedale di Pescara, le operazioni per il prelievo degli organi di Diomede Barchiesi, di Lanciano, deceduto a seguito del grave episodio avvenuto a Fossacesia. Barchiesi era rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito durante una lite sul lungomare, nella notte tra l'8 e il 9 agosto, dove l'uomo era intervenuto a difesa del figlio rimediano un pugno al volo che col passare dei giorni - nonostante il ricovero in ospedale - si è rivelato fatale

La volontà espressa in vita

Al momento del rinnovo della carta d’identità, Barchiesi aveva espresso la propria volontà favorevole alla donazione degli organi.

Le procedure mediche e giudiziarie

Concluso il periodo di osservazione per la morte cerebrale e ottenuto, dopo la valutazione del medico legale, il nulla osta al prelievo da parte dell’Autorità giudiziaria, nella notte sono iniziate le operazioni di prelievo degli organi, concluse questa mattina.

La destinazione degli organi

Il cuore è stato destinato a Bergamo, i reni a L’Aquila e il fegato a Pisa.

Una scelta che genera speranza

Una vicenda drammatica lascia così spazio alla speranza per altre persone. La scelta compiuta in vita da Barchiesi testimonia concretamente il valore della donazione degli organi e l’importanza di esprimere consapevolmente la propria volontà.

Il ringraziamento della ASL di Pescara

La Direzione Strategica della ASL di Pescara rinnova la propria vicinanza alla famiglia, in questo momento di profondo dolore, e rivolge un ringraziamento alla Dr.ssa Rosamaria Zocaro, alla Dr.ssa Antonella Frattari e all’intera équipe della Rianimazione, che ha assistito il paziente con grande impegno durante tutto il percorso, all’équipe degli anestesisti del Blocco operatorio e a tutti i professionisti coinvolti nelle delicate operazioni che hanno reso possibile la donazione.