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Emergenze

Idranti che non funzionano, minuti persi contro le fiamme: l’inchiesta che chiama in causa i Comuni

Dai roghi dell’estate torna una domanda che pesa sulla sicurezza del territorio: quanti idranti sono realmente funzionanti? L’ultimo caso

Un idrante
Un idrante
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Un idrante non è un semplice elemento dell’arredo urbano. Quando divampa un incendio può diventare la differenza tra un intervento rapido e minuti preziosi persi mentre le fiamme continuano ad avanzare.

Serve a garantire ai Vigili del Fuoco un accesso immediato alla rete idrica, permettendo il rifornimento dei mezzi e delle autobotti senza dover percorrere chilometri alla ricerca di una fonte d’acqua disponibile. Per questo manutenzione, controllo e piena efficienza della rete antincendio rappresentano una questione di sicurezza pubblica.

La nostra inchiesta, iniziata nel 2025, nasce proprio con questo obiettivo: essere al servizio dei Vigili del Fuoco e della comunità, accendendo i riflettori su una rete che dovrebbe essere sempre pronta a funzionare nel momento dell’emergenza.

E invece, durante uno degli ultimi incendi di questa caldissima estate, abbiamo assistito a una sorta di “ricerca dell’idrante perduto”.

I Vigili del Fuoco impegnati contro le fiamme avrebbero incontrato difficoltà nel trovare un punto utilizzabile per ricaricare rapidamente le autobotti. Minuti che, durante un incendio, non sono mai semplici minuti. Possono significare ettari di vegetazione in più distrutti dal fuoco, abitazioni maggiormente esposte, uomini costretti a lavorare in condizioni ancora più difficili.

In determinati scenari possono rappresentare perfino la differenza tra riuscire a contenere un fronte di fiamma e vederlo trasformarsi in un pericolo per le persone.

La domanda, allora, diventa inevitabile: quanti idranti presenti sul territorio teramano vengono controllati periodicamente e quanti sono realmente funzionanti?

E ancora: chi deve garantire l’efficienza degli idranti presenti nel nucleo industriale di Sant’Atto? Quando sono stati verificati l’ultima volta? Sono tutti accessibili? Hanno una pressione sufficiente? Sono correttamente segnalati?

Domande che acquistano ancora più peso dopo quanto accaduto durante l’incendio che ha interessato il territorio di Castellalto.

Provate a rivolgerle a chi, in quelle ore, stava combattendo contro il fuoco.

Perché un idrante inutilizzabile non è soltanto un problema tecnico. È un anello debole della catena dei soccorsi.

La nostra inchiesta continuerà Comune per Comune, zona industriale per zona industriale, chiedendo numeri, verifiche e responsabilità.

Perché gli incendi non aspettano l’idraulico. E questa storia, purtroppo, non finisce qui.