Il caso
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di Luca Di Renzo

PESCARA. È un Antonio Buscè furioso quello che si presenta ai microfoni nella conferenza stampa alla vigilia del debutto ufficiale sulla panchina del Pescara, che tra due giorni (domenica 16 agosto, ore 21) ospiterà all'Adriatico la Sambenedettese nel match valido per il primo turno della Coppa Italia di Serie C.
Buscè striglia il Pescara prima della Coppa Italia
Al nuovo tecnico biancazzurro non è andato giù il pesante ko per 5-0 incassato sul campo dell'Avezzano (Eccellenza) nell'ultimo test estivo: «Quello che è successo ad Avezzano è qualcosa di impensabile, però ci sta perché quando si fanno delle scelte bisogna anche mettere in preventivo le difficoltà - ha detto Buscè -. Ho schierato due squadre miste con tanti giovani proprio in vista della sfida importantissima contro la Sambenedettese. Chiaro che poi è stato un qualcosa di imbarazzante che mi ha fatto vergognare tanto e infatti non ci dormo da due notti. Sconfitte così vanno evitate perché siamo sempre il Pescara e serve rispetto per la piazza, per i tifosi, per la società ma anche per noi stessi. Mi sono arrabbiato tanto, ma da un'altra parte dico anche che certe cose ci servono per capire. Qui ci sono giovani interessanti che devono però ancora lavorare e crescere. Oggi ho parlato però anche con i più esperti, perché bisogna voltare subito pagina e ricominciare daccapo. Avezzano è stata la punta dell'iceberg, perché ci sono cose positive ma anche tante cose da aggiustare. Nelle amichevoli abbiamo preso troppi gol e quando mi accadeva da giocatore io mi arrabbiavo tantissimo».
Nel mirino del tecnico c'è la Sambenedettese
Dopo un mese in biancazzurro, il bilancio non è tutto roseo secondo l'allenatore dei biancazzurri: «Dobbiamo toglierci di dosso tutta la negatività e le scorie della retrocessione. È un mese che sono qui e miracoli non ne faccio, ma cerco di aggiustare la situazione. Anche la società deve aggiustare dei tasselli per iniziare al meglio una stagione difficile. Serve la "garra" e chi non vuole stare qui può anche andarsene. In questo mese sono stato forse un po' troppo signore, ma non voglio passare per lo scemo del villaggio. Qualcuno, non solo dei giocatori, è rimasto addirittura alla promozione di due anni fa. Sono venuto qui a lavorare con uno staff fatto di persone per bene e di professionisti e sto cercando di capire bene dove si deve andare a parare con tutte le difficoltà che ci sono, compreso il calciomercato che dura due mesi ed è un'esagerazione. Ora c'è da pensare alla Sambenedettese e dalla squadra mi aspetto una reazione».
Ufficiali gli arrivi di Altare, Motta ed Eletu
Buscè ha risposto anche alle domande sul mercato: «Con il presidente Sebastiani e il direttore sportivo Foggia ci parliamo continuamente e le dinamiche le conosco anche io, stiamo cercando di fare le cose per bene oggi sono arrivate altri tre giocatori importanti per noi come Altare al posto di Bettella, Motta ed Eletu. Per i giocatori in uscita è normale che la società non li voglia regalare. Arriviamo al 2 settembre e vedremo chi è dentro e chi è fuori, poi ci regoleremo di conseguenza e diventeremo "ignoranti". Il portiere? Con la Samb dovremmo ributtare dentro Saio che ha ancora questo fastidio al ginocchio, altrimenti gioca il giovane Profeta. Altare? Avrà una ventina di minuti nelle gambe. Magari posso adattare Letizia al centro e dare spazio a Pellacani al fianco di Capellini. Bisogna dosare le forze di chi non è ancora al top per evitare infortuni e vedremo, soprattutto in avanti siamo un po' corti. Abbiamo caricato molto dal punto di vista atletico nella fase di preparazione e ora la condizione fisica e mentale della squadra non è quella ideale. I nuovi porteranno energia pulita e una ventata d'aria fresca, perché vedo ancora troppe scorie».