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Le indagini

L'assassino di Maria Spinelli al rave in Svizzera ha confessato: è un ex militare - Le sue parole agli inquirenti

Il responsabile delle indagini, Matthias Schildknech: «Si è costituito alla polizia cantonale del Giura e ha confessato il reato. Dall'auto dell'arrestato sono state sequestrate tre armi da fuoco: una pistola e due fucili d'assalto AK-74»

Il luogo della tragedia e Maria Spinelli
Il luogo della tragedia e Maria Spinelli
di Redazione cronaca
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AARAU. Oltre quaranta sono i colpi che il cittadino svizzero di 43 anni, arrestato in relazione all'attacco tra sabato 29 e domenica 30 agosto al rave party di Aarau costato la vita alla 22enne italiana Maria Spinelli, abruzzese, ha sparato con un fucile d'assalto. Agendo da solo e «sparando a caso», come ha spiegato in conferenza stampa il responsabile delle indagini, Matthias Schildknech. «Secondo le informazioni in nostro possesso, l'autore del reato si è recato in auto al parcheggio situato vicino all'ippodromo di Aarau - ha spiegato Schildknech - Si è poi diretto al rave. Ha sparato più di 40 colpi con un fucile d'assalto, sparando indiscriminatamente sulla folla». La giovane italiana «è deceduta dopo essere stata colpita da un singolo proiettile» nella parte superiore del corpo, che ha interessato organi vitali.

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L’identità dell’arrestato e le armi sequestrate

L'uomo fermato è un cittadino svizzero di 43 anni, non era noto alle forze dell'ordine, ha lasciato l'esercito nel 2013 e risiede nel cantone del Giura. «Si è costituito alla polizia cantonale del Giura e ha confessato il reato», ha detto Schildknecht, aggiungendo che «dall'auto dell'arrestato sono state sequestrate tre armi da fuoco: una pistola e due fucili d'assalto AK-74».

Le condizioni psicologiche e l’assenza di complici

Christoph Ruedi, procuratore capo della Procura di Lenzburg-Aarau, ha spiegato che «ha dichiarato di soffrire di problemi di salute mentale da tempo». Ruedi ha aggiunto che «non vi è alcuna prova che l'imputato avesse complici o cospiratori». «Oggi possiamo affermare che questo attacco rientra nella categoria di un atto di violenza incontrollata. Possiamo farlo con un alto grado di certezza» e grazie a questo «possiamo affermare con un altissimo grado di certezza che i pericoli associati a questa strage sono stati scongiurati», ha dichiarato il comandante di polizia di Argovia Michael Leupold.

Le persone ferite e la fuga dei presenti

Nella sparatoria sono state ferite cinque persone, «due sono ancora ricoverate in ospedale» mentre «le persone che si trovavano nell'auto presa di mira dall’aggressore sono riuscite a fuggire, illese», ha detto Schildknech.