Controllo
Montesilvano, locale chiuso per 10 giorni dopo episodi di violenza: era già stato sospeso a giugno
di Paolo Renzetti

PESCARA.Un anno intenso per l’agricoltura abruzzese, segnato da una forte mobilitazione sindacale e da un quadro produttivo che ha richiesto alle imprese capacità di adattamento e innovazione. A pochi giorni dalla fine del 2025, Coldiretti Abruzzo traccia il bilancio dell’anno ripercorrendo le principali iniziative sindacali e le performance dei diversi comparti dell’agroalimentare, dal vino al florovivaismo.
Crescono vino e giovani in campo ma pesano I costi di produzione e le emergenze sanitarie
L'impegno sindacale e il protagonismo dei giovani
«Il 2025 resterà l’anno delle grandi mobilitazioni», afferma Pietropaolo Martinelli, presidente di Coldiretti Abruzzo. «Gli agricoltori abruzzesi hanno portato la loro voce fino a Bruxelles per denunciare le politiche della Commissione Von der Leyen che mettono a rischio le oltre 770mila aziende italiane legate alla Politica agricola comune».
A livello regionale, le mobilitazioni principali hanno toccato l’Aquila, con focus sulla zootecnia colpita dalla Blue Tongue e sulla consegna della nuova piattaforma politica per il 2026. Secondo il direttore Marino Pilati, l'anno è stato caratterizzato da una "concretezza" che ha portato a un incremento del +18% di giovani nei campi, un segnale di speranza per il ricambio generazionale. Eventi come il Villaggio Coldiretti di Pescara e l’Oscar Green ribadiscono il valore della biodiversità e dell'innovazione regionale.
Analisi dei comparti: vino e olio in ripresa
L’annata agraria si chiude con risultati qualitativamente eccellenti, sebbene con volumi alterni.
Vino: l'Abruzzo si conferma nella Top 5 nazionale. La vendemmia 2025 segna un riscatto con una ripresa dei volumi del +20%.
Olio: nonostante una leggera flessione produttiva (circa 8mila tonnellate), le DOP regionali hanno raggiunto quotazioni record tra i 12 e i 13 euro al chilo.
Zootecnia: resta alta la tensione per il settore ovino a causa delle restrizioni sanitarie. Tuttavia, l'accordo sul prezzo del latte a 0,54 euro garantisce stabilità per l'inizio del nuovo anno. Coldiretti ribadisce inoltre la priorità di tutelare l’arrosticino come simbolo della sovranità alimentare contro le carni anonime estere.
Le criticità: cereali e gestione idrica
Note dolenti arrivano dal comparto dei cereali, dove il prezzo del grano duro (circa 30 euro al quintale) non copre i costi di produzione, spingendo molti verso colture alternative come il farro. Parallelamente, sebbene il Fucino e il florovivaismo costiero trainino l'export agroalimentare, la siccità e i costi energetici rendono urgenti nuovi investimenti nelle infrastrutture idriche.
Prospettive 2026
Per il futuro, la sfida si sposta sulla difesa del reddito agricolo e sul contrasto al cibo sintetico. «Nel 2026 lavoreremo perché il valore aggiunto resti nelle mani di chi lavora la terra», conclude Martinelli. Tra le priorità per la politica regionale figurano la gestione della fauna selvatica, la semplificazione burocratica e un sostegno concreto al settore primario, spina dorsale dell'economia abruzzese.