Controllo
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di Paolo Renzetti

PESCARA. Nonostante le incertezze economiche, al ristorante La Bandiera di Civitella Casanova la clientela non ha mostrato segni di rallentamento. «Noi non abbiamo riscontrato nessun ribasso, la gente continua a mangiare come sempre», spiega Marcello Spadone lo chef e titolare del locale stellato in provincia di Pescara. L'attenzione principale resta puntata sulla qualità del cibo, un elemento che i commensali sembrano apprezzare e per cui sono disposti a investire.
Per il cenone di Capodanno, lo chef ha preparato un menù che rispecchia la filosofia del ristorante: radici nella tradizione abruzzese con tocchi di creatività contemporanea. Si comincia con una selezione di piccoli aperitivi e snack per accogliere gli ospiti, seguiti da un piatto che rende omaggio a un grande classico locale. «Abbiamo dei veli di seppioline al nero, una seppiolina cruda con una crema di peperoni, un po' per riprendere le seppie alla pescarese», racconta. Il piatto gioca sui contrasti cromatici: un biscotto polverizzato al nero fa da base alla seppia bianca, accompagnata da legumi. Il percorso prosegue con una minestra di zucca, legumi e morchelle.
Tra i primi spiccano due preparazioni di grande ricercatezza: un cubetto di pasta farcito con ragù di astice e un tortellone di cappone con castagne, mandarino e tartufo. Per i secondi, lo chef propone sia mare che terra. Dal mare arriva una ricciola pescata, servita con il suo fondo e limone bruciato. Dalla terra, invece, un agnello cotto al barbecue accompagnato da topinambur e vaniglia, un accostamento che sorprende per l'uso di una spezia dolce su una carne così caratterizzata. Il dolce rende omaggio alle montagne abruzzesi con "Il Gran Sasso", una rivisitazione del classico Mont Blanc, seguito da un assortimento di pasticceria e pane. E per chiudere in modo augurale, non possono mancare zampone e lenticchie, il più tradizionale degli auspici per il nuovo anno. A accompagnare il tutto, bollicine francesi per il brindisi di mezzanotte, una scelta che conferma l'apertura internazionale del ristorante pur mantenendo salda l'identità territoriale in cucina.