L'intervento
Pescara, chiude il Ponte del Mare per lavori: stop a pedoni e bici fino al 27 ottobre
di Paolo Renzetti

PESCARA. «Sindaco e giunta dimettetevi e liberate Pescara perché riteniamo che i pescaresi meritano di tornare a votare in tutte le sezioni e non solo in 23 sezioni e questa cosa sarà possibile solo con le dimissioni del sindaco». Così Domenico Pettinari, candidato sindaco dell’omonima lista, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha decretato il ritorno al voto per circa 14mila pescaresi.
«Rivotare è una bella notizia - prosegue - ma rappresenta una grande sconfitta per il rispetto delle regole della democrazia perché se due gradi di giudizio hanno stabilito che in 23 sezioni bisogna rivotare vuol dire che le irregolarità e anomalie riscontrate sono talmente gravi da aver pregiudicato l’esito del voto e quindi la democrazia stessa. È gravissimo ciò che è accaduto a Pescara e a questo punto pretendo che chi ha sbagliato paghi. E paghi anche severamente».
Quindi aggiunge: «Io sarò candidato sindaco di una coalizione civica indipendente ed equidistante dal centro destra e dal centro sinistra. Assieme alla mia squadra stiamo già al lavoro per proporre il nostro programma fatto di azioni concrete a favore della disabilità, dei meno abbienti, del commercio e delle piccole e medie imprese. Un programma che mira a sostenere la nostra marineria e a salvaguardare il fiume, il mare e il verde urbano. Un programma che guarda con attenzione al mondo animale e che punta a manutenere strade e marciapiedi cittadini con opere durature».
«Vogliamo trasformare le aree degradate, piene di buche, sporche e maleodoranti, in zone dove il decoro urbano viene messo al primo posto - spiega Pettinari -. Ci impegneremo per rendere Pescara una città più sicura, più ordinata e quindi più bella sanzionando duramente chi pensa di «governare» territori con prepotenza e illegalità . Sarà un nostro obiettivo prioritario quello di dotare la macchina amministrativa di criteri aggiuntivi di estrema trasparenza dove gli affidamenti diretti, le consulenze, gli incarichi e le assunzioni dovranno rispondere anche ad un codice etico a cui i pubblici amministratori - conclude il candidato civico - dovranno uniformarsi».