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di Paolo Renzetti

Il nuovo aumento dei prezzi alla pompa sta riportando al centro del dibattito una domanda che molti automobilisti si stanno facendo: esistono ancora strumenti di sostegno per chi deve fare rifornimento? Il diesel, in particolare, ha superato in diversi casi il costo della benzina, smentendo la percezione comune che lo vedeva come il carburante più economico. Ma quali aiuti sono effettivamente disponibili oggi?
Fringe benefit: l’unico vero canale per ottenere un aiuto sul carburante
Nel panorama attuale, le agevolazioni specifiche per benzina e diesel sono praticamente scomparse. Rimane però una possibilità: l’utilizzo dei fringe benefit, cioè i beni e servizi che le aziende possono riconoscere ai dipendenti come parte del welfare aziendale.
Questi strumenti, che negli ultimi anni hanno goduto di una forte spinta normativa, permettono ai datori di lavoro di offrire vantaggi economici senza incidere sul reddito imponibile del lavoratore, entro limiti ben precisi:
All’interno di queste soglie possono rientrare anche carte carburante e buoni benzina, utilizzabili direttamente al momento del rifornimento. Non sono invece ammessi rimborsi successivi delle spese sostenute dal dipendente.
Accanto ai carburanti, i fringe benefit possono coprire anche altre voci, come le utenze domestiche di luce e gas, un elemento particolarmente rilevante in un contesto di forte instabilità dei prezzi energetici.
Addio al vecchio bonus benzina da 200 euro
La misura straordinaria introdotta negli anni scorsi, che consentiva ai datori di lavoro di riconoscere fino a 200 euro di carburante con un regime fiscale dedicato, non è più in vigore. Oggi l’unico strumento utilizzabile resta il welfare aziendale, con le sue regole e i suoi limiti.
Un aspetto cruciale da ricordare: se si supera la soglia di esenzione, anche di pochi euro, l’intero importo dei benefit diventa imponibile, non solo la parte eccedente. Un errore che può trasformare un vantaggio in un costo.
La Carta “Dedicata a te” nel 2026: tornerà a coprire anche i carburanti?
Un altro punto aperto riguarda la Carta dedicata a te, destinata alle famiglie con almeno tre componenti e prive di altri sostegni al reddito. Nel 2025 la carta era stata limitata all’acquisto di beni alimentari, escludendo carburanti e abbonamenti ai trasporti pubblici.
Con i prezzi di benzina e diesel tornati a salire, il governo potrebbe valutare una revisione delle regole. Tutto dipenderà dal decreto attuativo che definirà modalità e utilizzo della carta per il 2026, atteso – come negli anni precedenti – intorno a luglio 2026.
Al momento, però, non ci sono certezze: l’eventuale reintroduzione del carburante tra le spese ammissibili resta solo un’ipotesi.
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