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di Paolo Renzetti

PESCARA. Una famiglia di ristoratori. I De Sanctis fanno parte di una sorta di élite dedita alla cucina. Tre ristoranti in Abruzzo, sulla costa dei trabocchi e uno a Milano. In principio fu il celebre «L’angolino di Filippo» che a San Vito chietino è diventato uno dei punti di riferimento della cucina abruzzese di pesce.
La scelta coraggiosa
Poi, una tradizione tramandata di padre in figlio che oggi conta ben quattro ristoranti tutti con la stessa matrice: L’angolino di Filippo, Sottosale, Essenza e Levino Milano. Per quest’ultimo c’è voluto il coraggio di Levino De Sanctis, 64 anni, che insieme alla moglie Alessandra Piscopo, ha deciso di seguire i due figli che studiavano alla IULM, per continuare la tradizione di famiglia. «È stata una decisione coraggiosa».
L'Abruzzo nel cuore di Milano
Racconta Levino. «Abbiamo lasciato il luogo dell’infanzia per provare a portare i sapori della nostra terra in Lombardia». Di strada ne avete fatta tanta. «Questo possiamo dirlo. A Milano abbiamo aperto a Porta Ticinese, a 100 metri dall’Università Bocconi. Uno dei miei figli, Andrea, ha fatto una prima esperienza alla Langosteria, uno dei ristoranti più famosi qui a Milano. Ha visto che era bravo e allora abbiamo deciso di aprire». In poco tempo Levino ha visto arrivare i tanti abruzzesi «milanesi» di adozione, che vivono a Milano. «Certo, qui da me vengono in tanti che si sono distinti lontano dall’Abruzzo e che, adesso, sono diventati per me degli amici. Da Alberto Leonardis, una delle persone più importanti nel mondo dell’editoria, al Direttore Generale dell’Istituto Besta Angelo Cordone, al professor Vincenzo Salini (primario di Ortopedia al San Raffaele ndr), all’amministratore delegato di BMW Italia Massimiliano Di Silvestre. Ma poi in tanti che arrivano dall’Abruzzo vengono a trovarci».
I piatti top
Quanto della nostra terra c’è nella vostra proposta di menù? «Tanto, anzi tutto. Abbiamo il pesce che arriva fresco direttamente da Ortona, oltre a quello che, freschissimo, si trova a Milano. Dunque la materia prima è della nostra terra. Poi, le proposte dei piatti si rifanno a quella che è la nostra tradizione familiare che abbiamo ereditata da nostro padre. Pensate che sono riuscito a inserire nel nostro menù quello che è un piatto tipico della nostra terra, rivisitato in termini di pesce: le pallotte cacio e ove. Un classico che più classico non si può. Rinnovate, lavorate in un certo modo ma che conservano i sapori della nostra terra».
Non solo arrosticini
Possiamo dire che è facile far mangiare abruzzese i milanesi ma è difficile convincere gli abruzzesi? «Per convincere gli abruzzesi devi proporre una cucina veramente di qualità. Se da noi vengono in tanti vuol dire che ritrovano nei nostri piatti quei sapori, quegli odori, quel gusto e far capire che, determinati piatti facili da trovare in Abruzzo, li possono gustare anche qui». Quanto è difficile sdoganare la cucina abruzzese facendo capire che non è fatta solo di arrosticini? «Penso che questo lo hanno capito in tanti. Certo, gli arrosticini sono internazionali ma una regione che è bagnata dal mare dal primo all’ultimo metro è chiaro che ha anche una tradizione di cucina di pesce. Con il suo brodetto in varie versioni, i suoi antipasti, i primi e secondi che parlano del nostro mare e della nostra terra».
Come possiamo sintetizzare lo stile e i gusti di Levino Milano? «Come una fetta importante d’Abruzzo portata nel cuore del nord Italia, a Milano».