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di Redazione L'Aquila

AVEZZANO. Incontro confermato: il manager Roberto Bez lunedì 16 febbraio ad Avezzano per tutelare lavoro e ricerca. L’appuntamento con Bez, Italy Country manager di Micron, si tiene in mattinata ed è un incontro storico dal momento che è volto a mantenere in zona un punto di studio e di progettazione di importanza globale. Il Centro di ricerca Micron è un’eccellenza nazionale: una risorsa per l’Abruzzo e per l’intero sistema Paese, come sottolinea il sindaco Giovanni Di Pangrazio che sta provvedendo a informare i sindacati dell’appuntamento con il manager.
Venerdì scorso è partita la lettera del sindaco ai vertici di Micron Semiconductor Italia: richiesta formale di incontro urgente, in Comune, per discutere del futuro del Centro di ricerca nel Nucleo Industriale di Avezzano. La risposta è arrivata ed è sul tavolo: il direttore generale c’è. Disponibile a sedersi e a ragionare. Il dossier è delicato.
L’ipotesi di un ridimensionamento del polo specialistico accende un campanello d’allarme che va oltre i confini cittadini. In gioco non c’è solo l’occupazione, ma “un patrimonio di competenze e ricerca che, negli anni, ha reso il Centro Micron un riferimento nazionale nel settore dei semiconduttori. Le connessioni con l’intelligenza artificiale, l’automotive e la difesa nazionale parlano da sole”. E non è un elenco casuale: sono i comparti su cui si gioca la nuova sovranità tecnologica europea.
La Marsica, ricorda Di Pangrazio, punta a diventare “area strategica di Interesse Nazionale” per i comparti semiconduttori, memorie e microelettronica. In questo scenario, un arretramento sarebbe un controsenso industriale. Anche perché Micron non è un’isola: è in rete con realtà come Telespazio e Leonardo, tessendo un ecosistema tecnologico che vale più della somma delle sue parti. Ora si passa alla fase operativa. Il sindaco ha già tracciato una road map istituzionale: l’incontro a Palazzo di Città servirà ad analizzare nel dettaglio le condizioni attuali di lavoro e ricerca e a verificare strumenti concreti di sostegno. Sul tavolo, l’ipotesi di nuovi programmi di ricerca avanzata finanziabili con fondi pubblici, governativi e comunitari, replicando modelli già sperimentati in passato.