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di Redazione L'Aquila

AVEZZANO. Si sa che Micron è una delle aziende più note nel mondo per le memorie: ad Avezzano un gruppo di ingegneri, un centinaio, ci lavora, le pensa e le aggiorna. Diciamo che ora, con termine accessibile, lavora all’intelligenza artificiale e alle sue applicazioni. Ma ora c’è una crisi in atto con l’idea di alcuni licenziamenti, 23 in Italia e 14 ad Avezzano.
L'incontro
Dopo il sindacato, fa un passo avanti il sindaco Gianni Di Pangrazio: l’Italy Country manager Roberto Bez lunedì prossimo, 16 febbraio, è stato invitato ad Avezzano per tutelare lavoro e ricerca. Venerdì scorso è partita la lettera del sindaco ai vertici di Micron Semiconductor Italia: richiesta formale di incontro urgente, in Comune, per discutere del futuro del Centro di ricerca nel Nucleo industriale di Avezzano. Quattro giorni dopo, la risposta è sul tavolo: il direttore generale c’è. Disponibile a sedersi e a ragionare. Il dossier è delicato. L’ipotesi di un ridimensionamento del polo specialistico accende un campanello d’allarme che va oltre i confini cittadini. In gioco non c’è solo l’occupazione, ma un patrimonio di competenze e ricerca che, negli anni, ha reso il Centro Micron un riferimento nazionale nel settore dei semiconduttori.
Il sindaco
«Il Centro di ricerca Micron è un’eccellenza nazionale, una risorsa per l’Abruzzo e per l’intero sistema Paese – sottolinea il sindaco che sta provvedendo ad informare i sindacati dell’appuntamento con il manager –. Le connessioni con l’intelligenza artificiale, l’automotive e la difesa nazionale parlano da sole».
E non è un elenco casuale: sono i comparti su cui si gioca la nuova sovranità tecnologica europea. La Marsica, ricorda Di Pangrazio, punta a diventare “area strategica di Interesse Nazionale”, secondo quanto previsto dalla legge 220 del 2022 per i comparti semiconduttori, memorie e microelettronica. In questo scenario, un arretramento sarebbe un controsenso industriale. Anche perché Micron non è un’isola: è in rete con realtà come Telespazio e Leonardo, tessendo un ecosistema tecnologico che vale più della somma delle sue parti. Ora si passa alla fase operativa. Il sindaco ha già tracciato una road-map istituzionale: l’incontro a Palazzo di Città servirà ad analizzare nel dettaglio le condizioni attuali di lavoro e ricerca e a verificare strumenti concreti di sostegno. Sul tavolo, l’ipotesi di nuovi programmi di ricerca avanzata finanziabili con fondi pubblici, governativi e comunitari, replicando modelli già sperimentati in passato. L’obiettivo è chiaro: invertire la rotta su lavoro e ricerca, rafforzare la presenza e salvaguardare il know-how. Perché in questa partita non si difende solo un presidio produttivo, ma un pezzo di futuro industriale della Marsica.