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L'intervento

L'Aquila, Piano urbanistico comunale: l'Ordine degli architetti presenta una proposta

Il presidente Carosi: «Superare il modello urbano centrico che ruota intorno al centro storico e puntare sullo sviluppo delle due direttrici, ad est e ovest dell'Aquila».

Da sinistra Luca Carosi e Piero Properzi
Da sinistra Luca Carosi e Piero Properzi
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. «Nella redazione del nuovo Puc, il Piano urbanistico comunale dell'Aquila, va abbandonata la logica urbanocentrica, che ruota intorno al centro storico, per passare ad una visione policentrica puntando su due nuove polarità urbane: una vestina, ad est, e una amiternina- sabina, ad ovest dell'Aquila».Lo ha dichiarato il presidente dell'Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia dell'Aquila, Luca Carosi, presentando oggi (6 ottobre), all'Aquila, il documento elaborato in seno alla Commissione urbanistica e al consiglio dell'Ordine: una proposta che racchiude gli scenari e gli obiettivi futuri, lo schema di assetto, le questioni da risolvere, con particolare riferimento al centro storico, e l'uso del patrimonio abitativo non occupato.All'incontro con la stampa erano presenti anche l'architetto Piero Properzi, che ha contribuito alla stesura del documento, e tre consiglieri dell'ordine: Sandro Palleschi, Fabrizio Lorenzetti e Francesca Properzi.

«Abbiamo elaborato un documento a favore dell'amministrazione comunale e della redazione del Puc, nell'ambito del bando della manifestazione di interesse pubblicato dal comune dell'Aquila - ha dichiarato Carosi - per dare un contributo alla stesura del Piano urbanistico comunale. Pensiamo che dall'Aquila possa partire una nuova idea di urbanistica, che e' stata già parzialmente studiata dal Dipartimento di urbanistica dell'Università dell'Aquila, e che tenga conto della velocità con cui si trasforma la vita delle persone, delle esigenze della mobilità, oltre che economiche, delle allocazioni delle attività produttive e del mercato immobiliare. Vogliamo dare il nostro contributo affinche' il Puc sia un piano moderno, che guarda al futuro, non tradizionale. Il documento dell'Ordine degli architetti verrà illustrato, in dettaglio, in un convegno in programma il prossimo 16 ottobre, alle 15,30, all'Auditorium del parco, all'Aquila, nell'ambito di una tre giorni dedicata al Consiglio nazionale dell'Ordine, a cui prenderanno parte importanti urbanisti nazionali. La città dell'Aquila e' molto cambiata negli ultimi 20 anni, si è allungata enormemente con gli insediamenti post-sisma 2009, ha cambiato fisionomia e direttrici di sviluppo. L'idea, oggi, è quella di una città che non si conclude dentro i confini amministrativi, ma che dialoga con i comuni dell'ambito aquilano, con i quali bisogna costruire, a nostro avviso, la "nuova capitale d'Abruzzo", quella dell'Abruzzo interno, che non può essere ridotta ai soli confini comunali. Il ruolo che il centro storico della città deve recitare nei confronti di questi comuni deve essere diverso: prima del terremoto il centro dell'Aquila aveva circa 7.500 residenti, ora ne ha 5mila. Vi è, in questo contesto, la necessità dei residenti del centro e non, di ottenere servizi sempre più al passo con le esigenze attuali: l'amministrazione comunale sta facendo una politica di reinurbamento delle destinazioni e dei servizi pubblici. Favorire anche una parte di residenzialità recuperata è possibile nel momento in cui si aumentano i servizi e si rende appetibile e accessibile la città. Questo comporta anche il rilancio del commercio nel nostro grande centro commerciale a cielo aperto che è il centro storico dell'Aquila. È corretto, a nostro avviso, limitare l'accesso delle auto in centro storico, ma bisogna capire come gestire il trasporto privato e il collegamento pubblico, con particolare riferimento alle strutture sanitarie e scolastiche».Carosi ha poi aggiunto: «Il documento redatto nell'ambito della manifestazione di interesse dell'Ordine degli architetti prevede: l'adozione del Quadro conoscitivo e dell'Armatura urbana, che includa anche la rete ecologica ambientale; la definizione di uno Schema di assetto come integrazione al Documento preliminare e alla ricerca di un modello non urbanocentrico. In particolare viene proposta "una rilettura dei rapporti tra il centro storico e i centri funzionali, in una logica di configurazione della forma urbana dilatata del post- sisma e del miglioramento della qualità della vita, sia nel centro storico che nelle due nuove centralità: Vestina e Sabina; l'individuazione delle criticità da risolvere con un elenco delle priorità volte a sanare anche le conflittualità tra i diritti della cittadinanza e quelli dei proprietari, in una nuova definizione di "spazio urbano". Infine, uno Schema di assetto che si basa su un riordinamento dei flussi della mobilità, su un diverso ruolo del centro storico e sulla riqualificazione delle nuove centralità, ad est e a ovest della città».