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Violazioni

L’Aquila, lo scandalo delle telecamere nelle case in affitto: salgono a 47 le vittime. Indagini sul dark web

A loro insaputa sarebbero stati ripresi dal proprietario dello stabile: la maggioranza degli appartamenti venivano affittati a studentesse o a ragazze che frequentavano i corsi della Guardia di Finanza.

L’Aquila, lo scandalo delle telecamere nelle case in affitto: salgono a 47 le vittime. Indagini sul dark web
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. Continuano le indagini sull'inchiesta delle telecamere nascoste in una palazzina dell'Aquila: oltre all'aumento delle denunce presentate, finora sono 47, pare che gli inquilini, che affittavano gli appartamenti, venivano spiati già da 2019 e non dal 2025, quando fu scoperta la prima telecamera.

Insomma dovrebbero essere più anni, utilizzati dal proprietario della palazzina, un 56enne originario di un paese alle porte del capoluogo abruzzese e che gestisce all'Aquila, con la famiglia un bar, a riprendere, all'insaputa dei locatari, cosa facevano nelle abitazioni.

La maggioranza degli appartamenti venivano affittati a studentesse o a ragazze che frequentavano i corsi della Guardia di Finanza.

La Polizia di Stato quindi sta vagliano un periodo più lungo, per verificare la situazione e se le immagini siano state vendute attraverso il Dark web. E così la Procura della Repubblica ha deciso di prorogare le indagini coordinate dal sostituto procuratore Andrea Papalia.

Inoltre bisogna ancora capire la provenienza degli 80mila euro in contanti scoperti nell'auto del 56enne, trovati durante le perquisizioni lo scorso ottobre. In questo caso le verifiche le conducono i militari della Guardia di Finanza che stanno controllando tutta la contabilità bancaria dell'indagato. Comunque dai primi accertamenti pare che non ci sia nessun movimento economico illecito. Una circostanza che potrebbe favorire un dissequestro della somma, come richiesto dalla difesa dell'uomo.