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L'ordinanza

Famiglia nel bosco, il tribunale allontana la madre dalla struttura di Vasto dove stava con i figli: interviene il Garante

A sollecitare la decisione è stata la direzione della casa famiglia. Marina Terragni contesta la decisione. Anche il presidente Marco Marsilio contesta la scelta

A sinistra Catherine Birmingham con il marito Nathan Trevallion
A sinistra Catherine Birmingham con il marito Nathan Trevallion
di Luca Di Renzo
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VASTO. Clamorosa svolta nella vicenda della famiglia del bosco. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha emesso un provvedimento che segna una rottura netta nella vicenda dei cosiddetti bambini del bosco. Con una decisione improvvisa, i giudici hanno disposto l’allontanamento della madre,  Catherine Birmingham , dalla casa famiglia dove risiedeva con i figli, stabilendo inoltre la separazione dei minori. La notizia è stata confermata dall’avvocato Marco Femminella, legale della coppia anglo-australiana, visibilmente irritato per la tempistica della scelta giudiziaria.

​L’ordinanza è giunta proprio mentre era in fase di svolgimento la delicata perizia psicologica sui piccoli. Secondo il legale, tale intervento interrompe bruscamente il lavoro dei consulenti, modificando lo scenario proprio nel momento della valutazione tecnica.

Resta ora l’incertezza sul luogo in cui verranno effettuati i test clinici: non è chiaro se le operazioni peritali proseguiranno nella struttura protetta o se verranno trasferite altrove, come precedentemente ipotizzato dal team difensivo.

​La difesa ha espresso forti perplessità sulla "sensibilità" dimostrata dal Tribunale, suggerendo che l’interruzione della convivenza possa influenzare l’esito della consulenza tecnica. La vicenda continua a seguire un iter giudiziario complesso, mentre i servizi sociali e gli esperti incaricati monitorano la situazione dei minori, ora divisi in diverse collocazioni.

Qui le due parole di Giorgia Meloni dopo il provvedimento

L'intervento del garante per l'infanzia

L'Autorità garante per l'Infanzia e l'adolescenza, rappresentata da Marina Terragni, è intervenuta ufficialmente sul caso. Il Garante ha espresso una netta contrarietà al trasferimento dei minori lontano dalla figura materna, richiedendo la sospensione immediata del provvedimento e l’istanza per l'approfondimento medico indipendente.

La richiesta si basa sulla necessità di ottenere una perizia medica imparziale che valuti l'impatto psicofisico della separazione sui tre bambini.

L’auspicio espresso dall’autorità è che ogni azione venga congelata in attesa degli esiti di questo nuovo esame clinico. La priorità assoluta resta il benessere dei bambini, la cui stabilità emotiva deve essere protetta da decisioni potenzialmente traumatiche. Il caso continua a sollevare un acceso dibattito sulla gestione dei legami familiari e sui criteri di intervento dei servizi sociali e dei tribunali in contesti di vita non convenzionali.

Le parole del presidente Marsilio

Sul caso interviene anche Marco Marsilip, presidente della Regione Abruzzo: "Apprendo con profonda tristezza la notizia che i bambini di Palmoli sono stati allontanati dalla casa famiglia e dalla loro madre. È una decisione che, pur nel pieno rispetto delle valutazioni dell'autorità giudiziaria, non può lasciarci indifferenti. Proprio mentre tutti nutrivamo la speranza di una rapida e positiva conclusione di questa dolorosa vicenda, ci troviamo di fronte a un nuovo passaggio che genera sofferenza e smarrimento in quanti hanno seguito con partecipazione la storia di questa famiglia. Condivido pienamente le preoccupazioni del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza dell'Abruzzo, Alessandra De Febis, che stamattina è subito andata sul posto, e con cui sono stato in stretto contatto, che ha condiviso con me la preoccupazione delle conseguenze che scaturiscono da questa decisione, che anziché accorciare le distanze allarga la frattura. Una decisione sicuramente intempestiva, inopportuna e sproporzionata che mette a rischio il diritto dei bambini a crescere in un ambiente sereno e affettivamente stabile".

"Come Presidente della Regione Abruzzo, pur nel pieno rispetto delle decisioni assunte dall'autorità giudiziaria, affermo che non possiamo ignorare il sentimento di dolore e smarrimento che questa vicenda suscita in tutti coloro che ne hanno seguito con attenzione gli sviluppi, sperando in una rapida e serena ricomposizione del nucleo familiare, con il diritto di questi bambini di poter crescere accanto alla loro mamma e al loro papà. Sento il dovere di esprimere vicinanza e solidarietà ai genitori e ai bambini, e l'auspicio sincero che si possa giungere al più presto a una soluzione giusta e serena, che restituisca serenità ai minori e fiducia a quanti hanno sofferto insieme a loro", conclude Marsilio.