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L'evento

Avezzano inaugura il Giardino dei Giusti: la prima pietra dedicata a don Antonio Sciarra

Uno spazio fisico di riflessione sia personale che globale su personaggi che si collocano in una prospettiva di giustizia, sacrificio ed equità

Avezzano inaugura il Giardino dei Giusti: la prima pietra dedicata a don Antonio Sciarra
di Pino Veri
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AVEZZANO. E’ stata una iniziativa che, alla fine si è rivelata vigorosa: su proposta del Presidente del Consiglio comunale di Avezzano Fabrizio Ridolfi, e così come previsto dalla normativa nazionale e comunitaria, anche la Città di Avezzano, capoluogo della Marsica, ha deciso di istituire il suo “Giardino dei Giusti di tutto il mondo”: uno spazio fisico di riflessione sia personale che globale su personaggi che si collocano in una prospettiva di giustizia, sacrificio ed equità.

E ieri mattina la prima tappa: alle ore 10 e 30, si è tenuta dapprima la conferenza stampa di presentazione della nuova iniziativa, presso la Sala consiliare del Comune e alla presenza di illustri autorità. Vi hanno partecipato il deputato Pd Luciano D’Alfonso, il capogruppo Fdi in Regione Massimo Verrecchia, il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, il Presidente del Consiglio Luigi Ridolfi, e l’ex regionale Pd Gino Milano che è anche animatore di Rindertimi che è un’associazione di volontariato e che ha dedicato il suo impegno cristiano proprio accanto a don Antonio Sciarra ieri primo Giusto del Giardino dei Giusti. Un summit bipartisan che si è inchinato di fronte alla nobiltà e all’impegno esistenziale.

A seguire, alle ore 12, l’inaugurazione effettiva del “Giardino dei Giusti di tutto il mondo”, che avrà sede presso lo spazio retrostante alla Cattedrale dei Marsi, che affaccia su via Nazario Sauro. Durante la cerimonia di oggi è stato indicato anche il primo Giusto del Giardino dei Giusti di Avezzano: è stata scelta la luminosa figura di don Antonio Sciarra, il sacerdote dei più deboli, nato in città nel 1937 e attivo con le sue missioni per 16 anni in Albania. La prima Pietra d’inciampo è stata dedicata proprio a Don Antonio Sciarra.

La locuzione è nota nei libri sacri e riguarda il cristianesimo vissuto che non è una strada facile e asfaltata, diremmo oggi, ma c’è una Pietra d’inciampo rappresentata da personaggi e situazioni con cui fare i conti. «Nel senso che lì si fermeranno e troveranno un posto permanente tutti coloro che hanno girato il mondo con la voglia di renderlo migliore, facendo della lotta alle discriminazioni, alle sopraffazioni, ai soprusi, in difesa dei diritti umani, il loro credo»