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di Jacopo Forcella

L'AQUILA. Un viaggio teatrale e performativo sui temi dell’identità, del potere e della capacità collettiva di creare alleanze.
È “La Conferenza degli uccelli”, il progetto curato da Libera Pupazzeria, condotto da Bedirhan Dehmen e Silvia Di Gregorio, che arriva alla sua restituzione finale al termine di un percorso di laboratori partecipati dedicati alla danza, al teatro e alla realizzazione di maschere e costumi.
La performance, liberamente tratta da "La Conferenza degli uccelli" del poeta persiano Farid al-Din ‘Attar, rappresenta la conclusione dell’edizione 2026 dell’Incubatore di creatività d’Ateneo, una delle iniziative del programma Atti(di)VITA Culturali UnivAQ (Università degli studi dell'Aquila), il progetto attraverso cui l’Università degli Studi dell’Aquila promuove la condivisione della cultura, del sapere scientifico e la costruzione di relazioni con il territorio.
Gli appuntamenti sono previsti domani, domenica 13, alle 17.40, e lunedì 14 settembre alle 11.40, all'interno di Performative 06 Maxxi L'Aquila, in piazza Santa Maria Paganica nel capoluogo abruzzese. Un percorso di laboratori partecipati di danza, teatro e realizzazione di maschere e costumi.
L’Incubatore di creatività d’Ateneo nasce con l’obiettivo di sostenere progetti artistici e culturali in ambito universitario e cittadino e, negli anni, ha sviluppato una particolare attenzione verso le pratiche di arte partecipata, incoraggiando processi collettivi capaci di coinvolgere la comunità e di mettere in relazione competenze, linguaggi e sensibilità differenti.
«Con l’Incubatore di creatività, abbiamo scelto ormai da diversi anni di dare continuità a progetti di arte partecipata che permettano ad artisti e artiste di abitare il nostro territorio per un tempo disteso - sottolinea la professoressa Doriana Legge, Referente di Ateneo per Arti e Cultura dell’Università degli Studi dell’Aquila -. È un modo di intendere la presenza dell’Università nel territorio che tiene insieme radicamento e apertura: creare occasioni perché esperienze, pratiche e artisti che arrivano anche da molto lontano possano entrare realmente in relazione con i luoghi e con le persone che li abitano. Per noi è importante che la presenza di un artista non si esaurisca nel tempo breve di un evento o nella presentazione di un lavoro già compiuto. Cerchiamo di creare le condizioni perché possa fermarsi, incontrare le persone, lavorare con loro e lasciare che da quell’incontro nasca qualcosa che prima non c’era. Il fatto che alcuni artisti scelgano poi di tornare all’Aquila per riprendere e proseguire relazioni avviate qui è forse uno dei risultati più significativi di questo percorso».
La scelta de "La conferenza degli uccelli" si inserisce pienamente in questa prospettiva. “Il poema di ‘Attar racconta un viaggio che può esistere soltanto come esperienza collettiva. Gli uccelli partono alla ricerca del Simorgh e scoprono, alla fine del loro percorso, che non possono separare ciò che cercavano da ciò che sono diventati nel cercarlo. Mi sembra che sia proprio questo uno degli aspetti più fertili del testo: l’idea che la conoscenza di sé non avvenga nell’isolamento, ma attraversando una relazione, un viaggio, una comunità.”
La dimensione interdisciplinare dell’Incubatore – che intreccia teatro, danza, arti visive e pratiche manuali – riflette la volontà dell’Ateneo di costruire una rete stabile di rapporti tra Università, enti, istituzioni, associazioni, artisti e cittadinanza, facendo della cultura uno spazio concreto di partecipazione e di confronto.
«Dopo diversi anni di progetti di questo tipo – conclude la Referente di Ateneo per Arti e Cultura – credo che ne vediamo anche gli effetti. Si sono create consuetudini, attese e relazioni; soprattutto, molte persone hanno avuto più volte la possibilità di incontrarsi attraverso una pratica artistica e di misurare diversamente il proprio rapporto con gli altri. Il teatro può creare, per un tempo circoscritto, uno spazio nel quale le relazioni smettono di essere scontate e tornano a essere qualcosa da sperimentare».