Abruzzo Daily

Logo
Logo
Sindacato

L'Aquila, aree interne: dati e proposte innovative della Uil

All'incontro ha partecipato anche il segretario nazionale del sindacato Bombardieri

Pierpaolo Bombardieri
Pierpaolo Bombardieri
di Redazione L'Aquila
3 MINUTI DI LETTURA

L'AQUILA. «Vorremmo fare delle proposte per fare in modo che, grazie anche alla Regione Abruzzo, le persone che abitano in queste parti del territorio non si sentano persone di serie B. Le diseguaglianze colpiscono sempre i più deboli e quindi in modo particolare giovani, anziani, donne e chi vive di disagio sociale in modo più forte. È un modo per chiamare la politica all'assunzione di responsabilità che secondo noi sono importanti. Si tratta di un meccanismo che riguarda il territorio delle aree interne, in generale in tutta Italia abbiamo delle aree che rischiano di essere completamente disabitate. Proviamo invece a ricordare che ci sono aree del territorio, ma le stesse periferie delle città, che hanno bisogno di interventi altrimenti non possiamo lamentarci se i nostri ragazzi si lamentano che mancano cose importanti».

Lo ha affermato il segretario nazionale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, intervenuto oggi, 28 ottobre, sul convegno organizzato dal sindacato sui dati sviluppati dal centro studi Eures in collaborazione con la Uil, che ha potuto trattare il tema della aree interne abruzzesi con una prospettiva quasi scientifica per delineare le principali istanze della popolazione che vi risiede.

«Molte aree del nostro Paese sono dimenticate e vivono condizioni di gravi disuguaglianze sociali, anche nella fruizione dei servizi. Chiediamo, perciò, alle Regioni e agli Enti locali di intervenire affinché coloro che abitano in questi territori non si sentano cittadini di serie B - ha aggiunto Bombardieri -. È un problema che non riguarda solo questa Regione, ma coinvolge molti altri territori, con una prima grave conseguenza sociale: le nostre ragazze e i nostri ragazzi abbandonano queste realtà, che diventano sempre più disabitate, e vanno altrove, spesso all’estero. Bisogna combattere il disagio sociale e le diseguaglianze che colpiscono sempre i più deboli: perciò, con questa iniziativa, vogliamo richiamare la politica a un’assunzione di responsabilità. Tante aree interne, ma anche le periferie delle città hanno bisogno di interventi concreti: se vengono meno i servizi essenziali - non si può vivere una vita dignitosa»

In Abruzzo il tema riguarda un'ampia fetta del territorio, anche se il rapporto, tra la superficie delle aree interne regionali e la popolazione che ospitano, proprio per la carenza di servizi e di collegamenti con i principali centri urbani, è davvero sbilanciato.

«In questa regione - spiega il segretario di Uil Abruzzo Michele Lombardo - 202 comuni su 305 sono aree interne, 450.000 sono gli abitanti delle aree interne, più di un terzo del milione e 270 mila abitanti in tutto l'Abruzzo. C'è una condizione nella quale bisogna tornare a dare un senso per resistere in queste in queste zone, ma soprattutto per dare alle nuove generazioni quell'opportunità di lavoro, quell'opportunità di potersi costruire una famiglia, quello l'opportunità di poter avere una casa - chiude - in queste in queste aree».

Il presidente Istituto Eures Ricerche economiche e sociali, Fabio Piacenti, ha presentato lo studio “Aree interne: per uno sviluppo possibile e sostenibile”, approfondimento realizzato insieme al sindacato per proporre un modello comune di gestione del montano dell’Appennino centrale che riesca a contrastare lo spopolamento e tutelare i servizi essenziali per la cittadinanza, dalla salute alla scuola fino alla mobilità.

Lo studio ha introdotto la tavola rotonda alla quale hanno preso parte istituzioni, sindacato e rappresentanti del territorio che si sono confrontati sul tema oggetto dell’iniziativa. A prendere la parola sono stati Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Guido Castelli, Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, Manuela Tursini, assessore alle Politiche sociali, educative e scolastiche Comune dell’Aquila, Giammaria De Paulis, vicepresidente nazionale Piccola industria di Confindustria, Luigi Fasciani, vicepresidente vicario Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani).