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L'evento

L'Aquila, al Mercato Europeo oltre 30mila sono stati i visitatori

Nel centro storico del capoluogo abruzzese una tre giorni di grande successo. Capretti: «Puntiamo a renderla strutturale e stabile»

L'Aquila, al Mercato Europeo oltre 30mila sono stati i visitatori
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. Un grande successo il Mercato Europeo che si è svolto dal 24 al 26 aprile tra piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele di L'Aquila. I dati della Fiva-Confcommercio, che ha organizzato l'evento, hanno partecipato circa 30mila persone, con una presenza significativa anche di turisti provenienti da fuori Abruzzo.

L’iniziativa, organizzata dalla Federazione italiana venditori ambulanti guidata da Alberto Capretti in collaborazione con il Comune dell’Aquila, era inserita nel programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e ha portato nel centro storico 70 espositori, con una proposta che ha unito street food, artigianato e prodotti tipici provenienti da diversi Paesi europei e da altre realtà internazionali.

A tracciare il bilancio dell’evento è stato Alberto Capretti, presidente Fiva-Confcommercio e presidente Confcommercio provincia dell’Aquila. «Una manifestazione allestita in occasione dell’Aquila Capitale italiana della cultura che puntiamo a rendere stabile e annuale, visto il grande riscontro, andato al di là di ogni aspettativa. Per tre giorni il Mercato Europeo, con 70 espositori, ha portato in città non solo prodotti tipici da ogni parte d’Europa e dagli Stati Uniti, ma ha reso vivo il centro storico, come non accadeva da tempo».

Capretti, nella sua dichiarazione, ha sottolineato anche il valore della manifestazione come strumento di rilancio del centro cittadino. «Un’esperienza che, di concerto con la Fiva-Confcommercio nazionale, che ha inserito la tre giorni aquilana nel calendario ufficiale del Mercato Europeo, puntiamo a rendere strutturale e stabile, per rivitalizzare il centro cittadino. La grande affluenza registrata è la dimostrazione di come i mercati e le fiere siano un attrattore importante per la nostra città, in nome di una socialità ritrovata».

Il Mercato Europeo ha proposto un’offerta composita: il 30 per cento degli stand era riservato al settore alimentare, il 60 per cento al non alimentare, mentre il restante 10 per cento era dedicato agli operatori della somministrazione.

Sui banchi sono arrivati, tra gli altri, donut americani, piatti della cucina brasiliana, curry indiano, arrosticini abruzzesi, paella valenciana, Bretzel dolci e salati, dolci della tradizione araba, cheddar britannico, salse messicane, cucina Kosher, salumi e dolci austriaci. Accanto all’enogastronomia, spazio anche a ceramiche tunisine, ambra del Baltico, lavanda provenzale, artigianato egiziano, ungherese, finlandese, indiano e tibetano, oltre a bulbi e fiori olandesi.

Sull’esito dell’iniziativa è intervenuto anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, con un commento diffuso al termine della manifestazione. «Tre giorni di sapori, colori e tantissima gente nel cuore dell’Aquila: un successo straordinario l’edizione 2026 del Mercato Europeo dei prodotti tipici. Vedere le strade del centro così piene di vita, tra profumi internazionali e artigianato d’eccellenza, è la conferma di quanto questi eventi siano attesi e amati. Un vero momento di festa e condivisione per migliaia di residenti e turisti che hanno partecipato. Continuiamo a lavorare per una città sempre più dinamica e accogliente. Grazie a Confcommercio per l’ottima organizzazione».

Capretti ha infine ribadito il significato dell’evento anche sotto il profilo identitario e urbano. «“Il Mercato Europeo è stato una vetrina importante per la città, che ha restituito al centro storico la sua funzione originaria e particolare: far incontrare la gente in un luogo emblematico. Il centro come un grande salotto all’aperto, dove gustare tipicità provenienti da tutta Europa in un circuito di altissimo livello qualitativo, grazie anche alla preventiva selezione degli operatori. Restaurando l’immagine del commercio su aree pubbliche, il Mercato Europeo esalta una tradizione importante, in termini qualitativi e professionali».