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Il caso

Calcio, Rocchi indagato: nell'inchiesta un labiale di Paterna nella sala Var

Il video, ottenuto dall'agenzia Agi e che riprende l'arbitro teramano, ora è al centro di un’inchiesta penale: cosa sappiamo

La sala var con Paterna
La sala var con Paterna
di Redazione Teramo
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Il calcio italiano non conosce pace. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale, la terza consecutiva, che ha portato al passo indietro del presidente federale Gabriele Gravina e del ct Rino Gattuso, ecco che un altro terremoto rischia di scuotere le già fragili fondamenta di un sistema che necessita di riforme. Il designatore della Can di Serie A e Serie B Gianluca Rocchi risulta infatti indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. "Sono sereno e vado avanti", ha confidato l'ex arbitro - che ha ricevuto in queste ore un avviso di garanzia - ad ambienti a lui vicini. Anche se successivamente in serata è maturata la decisione di autosospendersi dal ruolo, per difendersi al meglio e 'proteggere' la classe arbitrale impegnata nel delicato finale di stagione.

Oltre a Rocchi fa parte degli indagati anche il supervisore Var Andrea Gervasoni. La vicenda nasce da una lettera-denuncia inviata all'Aia dall'ex assistente Domenico Rocca, che aveva segnalato presunte anomalie nella gestione di alcuni casi arbitrali, al termine della scorsa stagione. Un'indagine archiviata a livello di giustizia sportiva ma sui cui il pm milanese Maurizio Ascione, che conduce l'inchiesta, vuole far luce. E su cui si è mossa anche la Procura generale nello sport, che ha domandato una relazione immediata al responsabile della Procura della Figc Giuseppe Chinè, che a sua volta ha chiesto gli atti ai pm milanesi prima dell'intervento di Ugo Taucer, capo della Procura generale sportiva. Sulla questione è intervenuto con un post su X anche il ministro dello Sport e i Giovani Andrea Abodi, che confida "di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda" e sottolinea che "nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze".

Secondo Abodi "l'aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all'interno del sistema calcistico - osserva - Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza". Nel mirino degli inquirenti ci sono un paio di partite che risalgono alla stagione 2023/2024 e 2024/25. Si tratta di Udinese-Parma, gara del 1 marzo 2025 vinta dai friulani 1-0 con un rigore trasformato su Thauvin.

Secondo la lettera-denuncia di Rocca in quel caso "viene concesso un calcio di rigore giusto, solo perché a Lissone come supervisore Rocchi si alza rapidamente dalla postazione per 'bussare' (si sente anche nell'audio delle registrazioni) più volte sul vetro della stanza dove c'erano il teramano Daniele Paterna (Var) e Sozza (Avar) per richiamare la loro attenzione che a sua volta chiameranno l'arbitro per un On Field Review e far assegnare giustamente come detto un rigore che i Var si erano persi".

L'altra partita sotto la lente di ingrandimento sarebbe Inter-Verona del 6 gennaio 2024, match vinto 2-1 dai nerazzurri con una gomitata di Bastoni a Duda subito prima del gol decisivo di Frattesi sfuggita sia all'arbitro che al Var. Di certo per il mondo arbitrale è l'ennesimo caso destinato a far discutere dopo il polverone scoppiato per la squalifica di tredici mesi inflitta al numero uno dell'Aia Antonio Zappi, inibito a gennaio per aver indotto alle dimissioni i designatori di Serie C e Serie D Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi.