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Valorizzazione

Gioia dei Marsi, il sindaco Alfonsi annuncia la rinascita del vecchio paese di Gioia Vecchio, sul valico del Diavolo alle porte del Parco Nazionale d'Abruzzo

Sono infatti iniziati i lavori di ristrutturazione della storica Fonte di Sant'Antonio, uno dei simboli del patrimonio storico e della memoria collettiva della comunità

L'antico fontanile di Gioia Vecchio, il più alto d'Italia, verrà restaurato assieme a tutto l'antico paese, porta del Parco
L'antico fontanile di Gioia Vecchio, il più alto d'Italia, verrà restaurato assieme a tutto l'antico paese, porta del Parco
di Pino Veri
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GIOIA DEI MARSI. Che splendida idea, quella dell’Amministrazione comunale di Gioia dei Marsi di onorare con una serie di interventi la splendida storia di Gioia Vecchio che «è la culla della storia di Gioia dei Marsi».

Attenzione innanzitutto alla desinenza in ”O” di Gioia Vecchio che già si ricopre del suo fascino. Ma poi quel Gioia Vecchio è il valico che porta al Parco, è la porta ecologica della Marsica che domina su tutto. «È tra le sue pietre, lungo i suoi vicoli e attorno ai suoi luoghi più rappresentativi che affondano le radici di un'intera comunità. Qui è nata Gioia, qui si sono costruite le prime pagine della sua storia, qui si conserva una parte profonda dell'identità di un paese che non ha mai dimenticato le proprie origini», scrive il sindaco di Gioia dei Marsi Gianluca Alfonsi che prosegue il percorso di recupero e valorizzazione di Gioia Vecchio.

Sono infatti iniziati i lavori di ristrutturazione della storica Fonte di Sant'Antonio, uno dei simboli del patrimonio storico e della memoria collettiva della comunità. Un intervento atteso, fortemente voluto e inserito nel programma elettorale dell'Amministrazione, che oggi diventa realtà.

La Fonte di Sant'Antonio non è soltanto un manufatto storico sul quale intervenire. È una testimonianza della vita di un tempo, un elemento che appartiene alla memoria collettiva, un simbolo di quella quotidianità fatta di gesti semplici, incontri e relazioni che hanno contribuito a costruire l'identità di Gioia Vecchio. Attorno a luoghi come questo si sono intrecciate le storie delle famiglie, le abitudini e le esperienze di tante generazioni.

Recuperarla significa preservare un pezzo di storia, restituire attenzione a un luogo significativo e trasmettere alle nuove generazioni il valore delle proprie origini. «Era nel nostro programma elettorale e abbiamo mantenuto la promessa. Stiamo investendo per il recupero del Borgo di Gioia Vecchio e questo intervento si inquadra in questa vasta azione», dichiara il sindaco Gianluca Alfonsi.

Poi l'intervento selvicolturale sulla storica Pineta, un'azione fondamentale che ne ha garantito la sopravvivenza e ha consentito di tutelare un patrimonio naturalistico di grande valore per Gioia Vecchio e per l'intero territorio. A questo si sono aggiunti i lavori di miglioramento e potenziamento del sistema di approvvigionamento idrico, indispensabili per rafforzare le infrastrutture e migliorare le condizioni di fruibilità del borgo.

Grande attenzione è stata riservata anche al recupero del patrimonio immobiliare, con i lavori di ristrutturazione dello stabile ex ECA, ormai prossimi alla conclusione e per il quale si avvicina il momento dell'inaugurazione.

Un edificio che si prepara così a tornare a disposizione della comunità, dopo un importante intervento di riqualificazione. Significativa anche l'opera di ripulitura degli antichi vicoli, per anni lasciati all'incuria e al degrado. Un lavoro che ha riportato attenzione su angoli caratteristici e percorsi storici, recuperando scorci che raccontano ancora oggi l'autenticità e il fascino di Gioia Vecchio.

Un altro passaggio importante è rappresentato dalla concessione in uso del Rifugio del Diavolo, struttura rimasta inutilizzata per diversi anni e che potrà ora tornare a essere una risorsa nell'ambito delle iniziative di valorizzazione e promozione del territorio.

La Fonte di Sant'Antonio si inserisce dunque in una progettualità che abbraccia più ambiti: il patrimonio storico e architettonico, le risorse ambientali, le infrastrutture, gli spazi pubblici e le potenzialità turistiche.

L'obiettivo è fare di Gioia Vecchio un borgo sempre più valorizzato e capace di esprimere tutte le proprie potenzialità, senza snaturarne l'identità e rispettandone la storia. In questa prospettiva si colloca anche l'intenzione dell'Amministrazione di dotare il borgo di un apposito Piano di recupero urbanistico, uno strumento importante per programmare gli interventi futuri, definire una visione complessiva di riqualificazione e tutelare le caratteristiche architettoniche e paesaggistiche del centro storico.

«Crediamo fermamente nelle potenzialità turistiche del nostro borgo e continueremo a investire su di esso anche sotto il profilo urbanistico, dotandolo di apposito piano di recupero», sottolinea Alfonsi. «Una prospettiva che guarda al turismo come opportunità di sviluppo, ma anche come strumento di riscoperta e valorizzazione dell'identità locale. Gioia Vecchio possiede caratteristiche ambientali, storiche e paesaggistiche che meritano di essere conosciute e promosse. Il suo patrimonio, il rapporto con la natura e il fascino del suo tessuto storico costituiscono risorse sulle quali costruire nuove occasioni di attrazione e frequentazione. Recuperare un borgo significa anche creare le condizioni affinché possa essere nuovamente vissuto, frequentato e conosciuto. Significa renderlo protagonista di un progetto di sviluppo capace di coniugare tutela e valorizzazione, memoria e nuove opportunità. In questo percorso, il Comune ha potuto contare anche sulla collaborazione con il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, interlocutore istituzionale importante per la valorizzazione di un territorio nel quale ambiente, paesaggio e storia sono profondamente legati».

Il sindaco Alfonsi ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare al presidente del Parco, Giovanni Cannata, e al direttore Luciano Sammarone, sottolineando il valore della collaborazione avviata tra gli enti. «Ringrazio il Parco Nazionale, nella persona del presidente Giovanni Cannata e del direttore Luciano Sammarone, con cui abbiamo creato proficui rapporti di collaborazione che stanno dando i loro frutti».

La Fonte di Sant'Antonio diventa così il simbolo di un impegno che guarda avanti senza dimenticare da dove tutto è cominciato.

Perché investire su Gioia Vecchio significa investire sulla memoria, sull'identità e sul futuro di Gioia dei Marsi. Significa prendersi cura del luogo in cui è nata una comunità, custodendo quel patrimonio di storia e appartenenza che nessuna distanza e nessun passare del tempo possono cancellare. C’è poi la lunga lettera di un giornalista che su quel valico ci ha dormito in macchina bloccato in una notte di tempesta tra l’inferno e il paradiso: la porta dell’incredibile.