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La memoria

Roccascalegna, il ricordo della tragedia di Frontacciaro a 70 anni dall'esplosione

Fondamentale sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della sicurezza sul lavoro

Una foto d'epoca
Una foto d'epoca
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Il 12 maggio 1956, a Roccascalegna, undici operai impegnati nella costruzione della centrale idroelettrica del Sangro-Aventino persero la vita a causa di una fatale esplosione nella galleria di Frontacciaro.

La tragedia, innescata da una fuga di gas improvvisa, è stata solennemente commemorata in occasione del settantesimo anniversario del disastro.

Alla cerimonia hanno partecipato i parenti delle vittime, le autorità e la comunità locale, uniti per trasformare il dolore in una memoria collettiva necessaria a sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della sicurezza sul lavoro.

Gli operai

L'evento del 1956 rappresenta una delle pagine più buie per l'economia e la storia sociale dell'Abruzzo. Gli operai coinvolti avevano un'età compresa tra i 19 e i 47 anni. In quegli anni, la corsa verso l'industrializzazione e la realizzazione di grandi infrastrutture energetiche come la centrale del Sangro Aventino spesso non coincideva con standard di protezione adeguati. La fuoriuscita improvvisa di gas all'interno della galleria non lasciò scampo ai lavoratori, causando crolli che segnarono per sempre le famiglie di Roccascalegna e dei comuni limitrofi.

Le testimonianze dei familiari

Durante la cerimonia, il momento più toccante è stato scandito dai racconti di chi quella tragedia l'ha vissuta indirettamente, attraverso i vuoti lasciati in famiglia. Vincenzo Di Giovannangelo, nato pochi giorni dopo la morte del padre, ha ricordato come la memoria sia stata tramandata oralmente tra madri e nonne: «Di mio padre conosco solo le foto».

Altrettanto doloroso il ricordo di Tonino Persoglio, che a soli 19 anni è diventato il simbolo delle giovani vite spezzate sul posto di lavoro. Queste voci chiedono che il sacrificio non cada nell'oblio, ma serva a garantire tutele reali per chi lavora oggi.

L'appello per la sicurezza

Pochi mesi dopo il disastro di Roccascalegna, un'altra tragedia a Marcinelle avrebbe acceso i riflettori mondiali sulla necessità di regole ferree. Tuttavia, settant'anni dopo, l'obiettivo di «zero morti sul lavoro» appare ancora lontano.

La commemorazione del 70esimo anniversario a Frontacciaro non è stata solo una celebrazione del passato, ma un monito politico e sociale: la sicurezza deve essere una priorità costante e non un ricordo legato a singole ricorrenze. Chi ha responsabilità decisionali deve garantire che nessuno debba più temere di non tornare a casa dopo il proprio turno.