Tradizione
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di Andrea Rapino

CHIETI. Un team di ricercatori dell'Università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara ha messo la parola fine alle controversie sulla sicurezza del paracetamolo durante la gestazione. La revisione sistematica, firmata dai docenti Francesco D'Antonio e Maria Elena Flacco, ha analizzato una vasta mole di dati scientifici concludendo che l'assunzione del farmaco non aumenta la probabilità di sviluppare disturbi dello spettro autistico o deficit di attenzione nei bambini.
Lo studio, che ha guadagnato la prestigiosa vetrina di The Lancet, ha preso in esame oltre quaranta lavori precedenti, isolando i fattori che in passato avevano generato confusione. Secondo gli esperti abruzzesi, le associazioni negative rilevate in precedenza sarebbero da attribuire a variabili esterne, come la presenza di febbre alta, infezioni o predisposizioni genetiche della madre, piuttosto che all'azione del principio attivo.
L'Ateneo di Chieti sottolinea come il paracetamolo resti il presidio terapeutico di riferimento per il trattamento del dolore e degli stati febbrili nelle donne incinte. I risultati offrono un supporto scientifico fondamentale per i medici e le pazienti, eliminando i timori legati a una comunicazione spesso sensazionalistica. La ricerca conferma che, se usato correttamente e sotto controllo medico, il farmaco non interferisce con lo sviluppo neurologico del feto, garantendo la salute della madre senza compromettere quella del futuro bambino.