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Ambiente

Moscufo, sequestrato un terreno di 4.000 mq adibito a discarica abusiva: denunciato il responsabile

L'operazione del Nucleo Forestale di Pescara ha portato al sequestro preventivo dell'area nel comune di Moscufo, dove erano accumulati oltre 150 metri cubi di rifiuti speciali e urbani senza alcuna autorizzazione ambientale

(foto Ansa)
(foto Ansa)
di Luca Di Renzo
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MOSCUFO. I militari del Nucleo Forestale di Pescara, nell'ambito di mirati controlli nel settore della gestione dei rifiuti, hanno eseguito un sequestro preventivo nei giorni scorsi nel territorio comunale di Moscufo. Il provvedimento, scaturito dall'assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali, ha interessato un'area di 4.000 metri quadri trasformata in un vero e proprio deposito illegale di scarti domestici e urbani non pericolosi. Il sequestro è stato successivamente convalidato dal Gip del Tribunale di Pescara su formale richiesta della locale Procura della Repubblica.

Il dettaglio dei materiali rinvenuti e il danno ambientale

L'ispezione condotta dagli agenti della specialità Forestale ha permesso di portare alla luce uno scenario di grave compromissione ambientale. All'interno della superficie recintata sono stati infatti rinvenuti e quantificati circa 150 metri cubi di rifiuti eterogenei, accumulati in spregio alle normative vigenti.

Tra i materiali abbandonati sul suolo figurano in prevalenza scarti derivanti da attività di costruzione e demolizione, ma anche vecchi infissi in legno, carcasse di frigoriferi e congelatori (considerati rifiuti RAEE), carcasse di autoveicoli fuori uso e finanche residui e rifiuti zootecnici.

L'accumulo incontrollato, oltre a deturpare il paesaggio agrario della zona di Moscufo, costituiva un potenziale pericolo per le matrici ambientali circostanti, data la presenza di componenti plastiche e metalliche esposte agli agenti atmosferici senza alcun sistema di impermeabilizzazione o contenimento del percolato.

Le contestazioni penali e i rischi per l'indagato

A seguito degli accertamenti e della perimetrazione della discarica, il presunto responsabile dell'illecito è stato prontamente identificato e denunciato a piede libero alla magistratura inquirente. Il reato contestato è quello di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, fattispecie pesantemente sanzionata dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006). In base alle norme vigenti, l'indagato rischia ora una condanna alla pena dell'arresto da tre mesi a un anno oppure, in alternativa, l'applicazione di un'ampia ammenda da 2.600 a 26.000 euro. Il procedimento penale pende attualmente nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità penale dell'uomo sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto della presunzione di innocenza.