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L'emergenza

Allerta idrogeologica: l'Italia che frana, il caso Petacciato sotto la lente della Commissione d'inchiesta

Il presidente Giuseppe Bicchielli in visita nel Molise per fare il punto sulla messa in sicurezza del territorio e sulla gestione delle risorse stanziate

Allerta idrogeologica: l'Italia che frana, il caso Petacciato sotto la lente della Commissione d'inchiesta
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Il 95% dei Comuni italiani è attualmente esposto a rischio idrogeologico, una fragilità strutturale che coinvolge quasi l'intera penisola. Il dato allarmante è stato ribadito oggi, 27 aprile, a Petacciato (CB) dal deputato Giuseppe Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, durante un incontro istituzionale con il sindaco Antonio Di Pardo. La visita si è concentrata sull'analisi delle criticità locali — caratterizzate da una frana storica e fenomeni di erosione costiera — inserendole nel contesto nazionale che conta ormai quasi 680mila frane censite.

La situazione di Petacciato e il nodo risorse

Il movimento franoso di Petacciato rappresenta un caso scuola per gli esperti di geologia. Dal 1906 a oggi, infatti, si sono registrati almeno 15 movimenti di grande entità, rendendo l'area una delle più monitorate del Molise. Nonostante il monitoraggio costante e i fondi già stanziati dal Governo, il problema rimane la capacità di spesa. Bicchielli ha sottolineato la necessità di superare la "logica dell'emergenza", puntando su una prevenzione strutturale e chiedendo chiarezza sui motivi per cui i finanziamenti spesso non vengano utilizzati dai territori.

Stop alla frammentazione: verso il riordino normativo

Uno dei principali ostacoli individuati dalla Commissione è l'eccessiva burocrazia e la dispersione delle competenze. Fino ad oggi, la materia è stata gestita in modo frammentario da ben otto ministeri diversi. La nascita di una Commissione specifica in questa legislatura mira proprio a semplificare la governance del rischio. L'obiettivo dichiarato è quello di coordinare l'eccellenza della Protezione Civile con una gestione amministrativa più snella, eliminando la confusione che ha rallentato gli interventi di messa in sicurezza del suolo e delle coste italiane.