Salute
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di Luca Di Renzo

CHIETI. Un reclamo articolato in venti punti contestati è stato presentato alla Corte d'appello dell'Aquila dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali del padre dei tre fratellini di 7, 4 e 2 anni allontanati lo scorso 17 settembre dalla loro abitazione di Lanciano e collocati in una casa-famiglia.
L'azione legale mira a impugnare la decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, che ha convalidato il provvedimento d'urgenza e affidato i piccoli ai servizi sociali del Comune di Lanciano, disponendo accertamenti sull'intero nucleo familiare e fissando l'udienza di merito al 19 gennaio 2027.
Nel reclamo formalizzato dalla difesa vengono messi in luce diversi profili criticati della procedura adottata nei confronti della famiglia di Lanciano. I legali denunciano la modalità dell'intervento, definendolo un blitz avvenuto senza preavviso, e contestano la sussistenza stessa della necessità dell'allontanamento, la mancata valutazione di soluzioni alternative all'interno della rete familiare, nonché l'assenza di un termine prefissato della misura e di un calendario certo e minimo per gli incontri tra genitori e figli.
Particolare rilievo viene dato al fattore tempo e al danno psicofisico che il prolungato distacco potrebbe arrecare ai minori e ai loro genitori. Secondo la difesa, una data d'udienza così distante non garantisce la tutela dei bambini, per i quali il tempo scorre con priorità differenti rispetto alle tempistiche burocratiche.
Gli avvocati evidenziano come un intervento di protezione privo dei requisiti di proporzionalità e stretta necessità rischi di trasformarsi in una vera e propria violenza istituzionale, sollecitando un riesame rapido dell'intera situazione.
A supporto del ricorso, la difesa richiama espressamente l'ordinanza n. 23759 emessa dalla Corte di Cassazione il 22 luglio 2026, la quale stabilisce che il collocamento dei minori al di fuori della famiglia d'origine richiede la prova di un pregiudizio concreto, l'esaurimento di misure meno invasive e una durata strettamente prevedibile e orientata al recupero della genitorialità.
Oltre alle vie giudiziarie, i legali hanno chiesto un incontro urgente con i ministri della Famiglia, della Giustizia e della Salute, lanciando un appello pubblico per evitare danni irreversibili e rivolgendo una provocatoria richiesta di colloquio anche al ministro degli Esteri, affinché le garanzie fondamentali dei minori siano uniformemente applicate anche in Abruzzo.