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Il caso

Il Coni premia a Chieti 4 ultrà destinatari di Daspo tra 2 e 9 anni

La storia di un vero e proprio cortocircuito

Ultras Chieti
Ultras Chieti
di Redazione Chieti
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CHIETI. Sono destinatari di Daspo per periodi che vanno da due a nove anni ma il Coni a Chieti li ha premiati, in un evento ospitato all'università d'Annunzio, per l'attaccamento alla città e ai colori neroverdi.

L'appuntamento era stato descritto come un'occasione per celebrare 'il valore umano e sociale dello sport' e la gratitudine verso chi 'costruisce educazione e comunità. E infatti, oltre alle autorità cittadine e al delegato provinciale del Coni, Massimiliano Milozzi, in platea c'erano i giovani alunni delle scuole. Nel corso della Festa Provinciale dello Sport del Coni Chieti sono saliti sul palco per ritirare la targa tributata alla Curva Volpi sei persone tra le quali quattro che erano le sole presenti a non poter entrare in un impianto sportivo a causa dei Daspo firmati dal questore, validi su tutto il territorio nazionale e in quello europeo.

In uno dei casi il Daspo riguarda un tifoso accusato di aver brandito un tubo di polietilene contro i tifosi dell'Avezzano, lanciandolo attraverso una grata ad altezza uomo. Un altro dei premiati è accusato di aver partecipato ad agguati ai tifosi avversari con l’episodio culminante della sottrazione di una sciarpa biancazzurra a un uomo e a suo figlio sedicenne, fermati, minacciati e rapinati all'una e mezza della notte.