Abruzzo Daily

Logo
Logo
Politica

Chieti, scoppia la bufera sui bonus a favore dello staff del sindaco

La consigliera comunale Serena Pompilio solleva pesanti interrogativi sulla distribuzione del denaro pubblico

Serena Pompilio
Serena Pompilio
di Luca Di Renzo
2 MINUTI DI LETTURA

CHIETI. ​La pubblicazione della determina n. 6/2026 ha riacceso i riflettori sulla gestione delle risorse umane presso l'ente, sollevando pesanti interrogativi sulla distribuzione del denaro pubblico.

Al centro della polemica figurano l'addetta stampa e il cognato del sindaco, beneficiari di un emolumento unico pari a 2.375,00 euro cadauno. Tale somma, erogata a titolo forfettario in sostituzione degli straordinari, resterà a disposizione dei due collaboratori fino alla metà di giugno.

Secondo la consigliera comunale di Azione Politica Serena Pompilio «​la decisione appare stridente se contestualizzata in un comune in dissesto, dove le restrizioni di bilancio dovrebbero imporre una gestione improntata al massimo risparmio».

Secondo i documenti ufficiali, il carico di ore extra sarebbe talmente elevato da rendere l'indennità più conveniente per le casse pubbliche rispetto al pagamento dei singoli straordinari. «Tuttavia, i cittadini e l'opinione pubblica - prosegue Serena Pompilio - si interrogano sull'effettiva mole di lavoro prodotta: quanti sono i comunicati emessi quotidianamente dall'ufficio stampa? E quali mansioni specifiche giustificano tale esborso per il cognato del sindaco, già percettore di una retribuzione parametrata ai titoli di studio?».

Pompilio prosegue: «​Un dato curioso emerge dal confronto con gli altri membri dello staff, per i quali non risultano provvedimenti analoghi, suggerendo una disparità di trattamento o di impegno lavorativo. Il contrasto più amaro riguarda però le priorità dell'Amministrazione: mentre si reperiscono fondi per i collaboratori stretti, la sicurezza nelle scuole continua a essere penalizzata da croniche carenze finanziarie. La comunità attende ora chiarimenti su come i servizi essenziali possano passare in secondo piano rispetto ai bonus per la comunicazione e la gestione politica».